Lettera Del Bimbo
Firenze, 31 Gennaio 2009
Ai colleghi della Facoltà di Ingegneria
Docenti, Ricercatori e Personale Tecnico-Amministrativo
Cari colleghi,
è finalmente terminato, con la comunicazione della disponibilità a candidarsi da parte del nostro Preside, il triste
spettacolo che per due settimane è andato in scena nella nostra Facoltà: giovani ricercatori, che dovrebbero impiegare il
loro tempo ad approfondire temi scientifici, attivamente impegnati in un frenetico porta a porta a ricercare firme per
invitare il Preside a candidarsi, e colleghi più anziani a dare loro supporto, definendo e pubblicizzando obbiettivi di
percentuali, nello stile delle migliori campagne di mercato. Certamente il fatto di un Preside che si candida in
competizione con un membro della propria Facoltà è un caso unico nella storia dell’Accademia fiorentina e
probabilmente anche di quella italiana. Ritengo pertanto che meriti da parte mia un approfondimento e alcune
considerazioni. Non sullo stile della vicenda, sul quale ho già esposto il mio parere anche sulla stampa, quanto piuttosto
nel merito.
Il fatto di cui parliamo non nasce da un moto improvviso di alcuni colleghi. Si tratta piuttosto, come ormai sanno tutti i
ben informati, di una ordinaria storia di medioevo universitario, preparata accuratamente negli ultimi mesi in ristrette
riunioni. Un piccolo gruppo di notabili della nostra Università, tra cui alcuni Presidi ed ex-Presidi, autorevoli
rappresentanti degli organi decisionali accademici di questi anni, che desiderano anche incider
che, dopo vari tentativi, finalmente trovano un volto nuovo da esporre all’elettorato come candidato Rettore e sostenere
per quanto sarà loro possibile. La storia stupisce solo per gli sfacciati proclami con invocazioni al nuovo e riferimenti ad
alti principi etici.
Il mio giudizio sul Preside è severo. Chi svolge un ruolo istituzionale è innanzitutto un soggetto garante ed ha quindi
l’obbligo della totale trasparenza nei comportamenti e del rispetto nei confronti di ogni collega. Mai avrebbe dovuto
approvare e consentire quanto abbiamo potuto vedere in Facoltà in questi giorni. Credo che un Preside possa candidarsi
a Rettore in alternativa a un collega della Facoltà già candidato da mesi, solo se quest’ultimo sia inadeguato al ruolo sul
piano delle capacità e del curriculum, se non sia qualificato sul piano etico o se la sua iniziativa non gli sia stata
preventivamente comunicata. Nel caso di cui parliamo non sussiste alcuna di queste tre condizioni. Mancare a questo
ruolo di garanzia è un grave elemento di inadeguatezza istituzionale. Né possono essere addotte a giustificazione le forti
sollecitazioni a candidarsi che sarebbero state fatte. Questo è semmai un fatto aggravante e motivo di ulteriore
preoccupazione. Sono sconcertato nel vedere che tutto questo non è minimamente sentito e che anzi si aspiri a ricoprire
ruoli di ben più grande responsabilità e garanzia istituzionale.
Terminato l’approfondimento e le considerazioni, desidero dirvi che non sono interessato ad alimentare polemiche né
ad aprire un fronte in Facoltà. Mancano quattro mesi all’appuntamento delle elezioni. E’ un tempo lungo e sufficiente
per approfondire altri aspetti importanti quali la dimensione dei problemi che dovremo fronteggiare, la fondatezza delle
ipotesi di soluzione e di sviluppo che saranno proposte, e i profili individuali dei candidati e la loro reale adeguatezza ai
compiti a cui saranno chiamati. Sarà possibile derivare ragionate conclusioni. Pertanto il mio impegno come candidato a
Rettore sarà esclusivamente rivolto a presentare la mia visione del problema e delle soluzioni, e offrire a voi e agli altri
colleghi in Ateneo elementi di giudizio.
Chi mi conosce bene sa che sono persona diretta, chiara, libera. Non sono soggetto condizionabile e non sono portatore
di interessi né personali né di altri. Non cerco avventure e ho piena consapevolezza delle complessità dei problemi e del
ruolo che un Rettore deve svolgere. Ho comunque la volontà di impegnarmi per una Università più moderna che credo
la gran parte di noi si aspetta e desidera. Per questa campagna ho preparato un sito web http://www.albertodelbimbo.it
in cui ho sintetizzato alcune informazioni su di me che mi auguro possano farvi comprendere le motivazioni che mi
hanno spinto a candidarmi e a ritenere di potermi assumere le responsabilità e gli impegni del ruolo di Rettore. Ho già
allegato anche alcune note su alcuni temi importanti per la nostra Università che conto di includere nel programma in
forma più completa entro la fine del mese di Marzo. Vi invito quindi a visitare il sito e, se lo vorrete, a contribuire alla
stesura del programma con pareri e opinioni.
Cari saluti
Alberto Del Bimbo
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Cari colleghi,
Non voglio entrare in polemica con Del Bimbo, ma ci sono un paio di passaggi della sua lettera che non mi piacciono per nulla.
In primo luogo la considerazione di noi ricercatori: dovremmo occuparci di ricerca senza entrare nella "politica" universitaria. Mi sembra una concezione molto baronale dell'università, in cui chi decide sono solo i professori.
Io credo invece, viste soprattutto le prospettive di carriera che abbiamo davanti, che la componente dei ricercatori (circa 1/3 dell'elettorato) debba prendere coscienza della propria forza e delle proprie possibilità. Inoltre, è sicuramente la componente meno "responsabile" dello sfascio attuale (e della pessima opinione pubblica) dell'università, quindi logica vorrebbe che fosse quella più attivamente impegnata nel rinnovamento.
In secondo luogo l'idea che la candidatura di Tesi sia nata su "ispirazione" dei soliti baroni: tra noi ricercatori già da tempo si invocava la sua candidatura, visto l'appoggio che ci ha dato in facoltà e il fatto che non sia stato mai coinvolto nella passata, pessima gestione (cosa che invece chi è stato prorettore non può vantare, anche se poi ovviamente ognuno va giudicato per quello che ha fatto).
Quindi: si faccia la campagna elettorale sui fatti e non sulle varie teorie del complotto, e si considerino TUTTI i colleghi (ricercatori, tecnici e professori) come persone e non come burattini.
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