<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><?xml-stylesheet href="http://universita-ricerca.wetpaint.com/xsl/rss2html.xsl" type="text/xsl" media="screen"?><?xml-stylesheet href="http://universita-ricerca.wetpaint.com/scripts/wpcss/wiki/universita-ricerca/skin/playful/rss" type="text/css" media="screen"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><channel><title>Università e ricerca - Recently Updated Pages</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/pageSearch/updated</link><description>Recently Updated Pages on http://universita-ricerca.wetpaint.com</description><language>en-us</language><webMaster>info@wetpaint.com</webMaster><pubDate>Thu, 12 Mar 2009 05:30:16 CDT</pubDate><lastBuildDate>Thu, 12 Mar 2009 05:30:16 CDT</lastBuildDate><generator>wetpaint.com</generator><ttl>60</ttl><image><title>Università e ricerca</title><url>http://www.wetpaint.com/img/logo.gif</url><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com</link><description>Coordinamento ricercatori Università di Firenze</description></image><item><title>Dove va l'Università? Convegno ricercatori 30 gennaio</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Dove+va+l%27Universit%C3%A0%3F+Convegno+ricercatori+30+gennaio</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Dove+va+l%27Universit%C3%A0%3F+Convegno+ricercatori+30+gennaio</guid><comments>Rename</comments><pubDate>Thu, 12 Mar 2009 05:30:16 CDT</pubDate><description>&lt;br&gt; DOVE VA L&amp;#39;UNIVERSITA&amp;#39;&lt;br&gt; &lt;br&gt; INCONTRO PUBBLICO PROMOSSO DAL COORDINAMENTO DEI RICERCATORI E APERTO A TUTTE LE COMPONENTI DI ATENEO&lt;br&gt; &lt;br&gt; 3O Gennaio 2009, ore 15&lt;br&gt; Aula 018, Edificio D6 Polo delle Scienze Sociali,&lt;br&gt; Via delle Pandette- Firenze&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;br&gt; Presentazione dell&amp;#39;iniziativa e introduzione&lt;br&gt; Alberto Di Cintio, Rappresentante dei Ricercatori in Cda di Ateneo&lt;br&gt; &lt;br&gt; L&amp;#39;offerta formativa: un confronto tra Italia, Regione Toscana e Ateneo Fiorentino&lt;br&gt; Pietro Causarano, Facolt&amp;agrave; di Scienze della Formazione&lt;br&gt; &lt;br&gt; Il finanziamento delle universit&amp;agrave; statali e non&lt;br&gt; Chiara Rapallini, Facolt&amp;agrave; di Scienze Politiche&lt;br&gt; &lt;br&gt; La valutazione della ricerca scientifica&lt;br&gt; Isabella Gagliardi, Facolt&amp;agrave; di Lettere&lt;br&gt; &lt;br&gt; Finanziamento della ricerca scientifico-tecnologica e valutazione: il caso dell&amp;#39;IIT&lt;br&gt; Alessandro Feis, Facolt&amp;agrave; di Farmacia&lt;br&gt; &lt;br&gt; La governance dell&amp;#39;Universit&amp;agrave;: l&amp;#39;ipotesi della fondazione&lt;br&gt; Andrea Lippi, Facolt&amp;agrave; di Scienze Politiche&lt;br&gt; &lt;br&gt; Presentazione del documento elaborato dal coordinamento dei ricercatori&lt;br&gt; Benedetto Rocchi, Facolt&amp;agrave; di Agraria&lt;br&gt; &lt;br&gt; &lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Fondazione Ricerca e Innovazione</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Fondazione+Ricerca+e+Innovazione</link><author>alessandro.feis</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Fondazione+Ricerca+e+Innovazione</guid><pubDate>Thu, 05 Mar 2009 08:34:35 CST</pubDate><description> &lt;div&gt; &lt;div&gt;Care colleghe, cari colleghi,&lt;/div&gt;&lt;br&gt; &lt;div&gt;vi scrivo una breve relazione sull&amp;#39;inaugurazione della sede di Fondazione  Ricerca e Innovazione, alla quale ho partecipato il 20 febbraio. Provo a  delineare aspetti positivi (numerosi) e uno negativo di questo...ente?  ufficio?&lt;/div&gt; &lt;div&gt;struttura? Mi manca una definizione, per cui continuo a chiamarla (a denti  stretti&lt;/div&gt; &lt;div&gt;perche&amp;#39; ho un&amp;#39;avversione per il termine) fondazione.&lt;/div&gt;&lt;br&gt; &lt;div&gt;La sede e&amp;#39; stata inaugurata or ora ma il lavoro della fondazione va avanti  da marzo 2007.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Tutte le informazioni potete trovarle sul sito web: &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.fondazionericerca.unifi.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.fondazionericerca.unifi.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;In breve, alla fondazione partecipano il nostro ateneo e parecchi enti  locali e camere di commercio; e&lt;/div&gt; &lt;div&gt;collaborano Firenze Tecnologia e I2T3 onlus. Scopo della fondazione e&amp;#39; il  trasferimento di conoscenza, competenze, tecnologia dalla universita&amp;#39; al  territorio (principalmente, ma non esclusivamente, alle aziende).&lt;/div&gt; &lt;div&gt;La fondazione ha gia&amp;#39; contribuito a far partire 9 progetti in settori molto  diversi (dal cinema alla chimica alle scienze&lt;/div&gt; &lt;div&gt;sociali, per dire): trovate le informazioni sui progetti approvati (e anche  quelli non approvati! In questo, la fondazione supera il nostro Ministero in  trasparenza ) sul sito di cui sopra.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;La fondazione si presenta come una struttura molto agile: Del Bimbo (che ne  e&amp;#39; il presidente) e 2 collaboratori.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Ho seguito la &amp;quot;cerimonia&amp;quot; di inaugurazione fino alle 12: in realta&amp;#39; non si  e&amp;#39; trattato , almeno fino a quel punto,&lt;/div&gt; &lt;div&gt;di un cerimoniale ma di un vero workshop, con la presentazione di una  struttura di Amsterdam che presenta molte analogie (a parte un fattore di  scala!) con la nostra fondazione, e con interventi di Angotti e Del  Bimbo.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Un fatto che mi inquieta e&amp;#39; che tra i relatori invitati l&amp;#39;unico  rappresentante di un&amp;#39;azienda, che pero&amp;#39; , stando a quanto mi e&amp;#39; stato riferito,  non si e&amp;#39; presentato, era della Thales; il gruppo Thales si caratterizza  soprattutto per la sua attivita&amp;#39; nel settore bellico: potete controllare sul suo  stesso sito che fino a pochi anni fa ha prodotto bombe a grappolo e attualmente  si concentra su progetti di droni (aerei senza pilota). Questa attivita&amp;#39; si  concilia male con lo Statuto del socio fondatore Universita&amp;#39; di Firenze  (art.1)&lt;/div&gt; &lt;div&gt;3. [L&amp;#39;Universita&amp;#39; di Firenze] Favorisce, con il concorso responsabile della  comunit&amp;agrave; di docenti, studenti e personale tecnico amministrativo, lo sviluppo di  un sapere critico, aperto allo scambio di informazioni ed alla cooperazione ed  interazione delle culture, quale fattore di progresso e strumento per  contribuire all&amp;rsquo;affermazione della dignit&amp;agrave; di tutti gli uomini ed alla giusta e  pacifica convivenza tra i popoli.&lt;/div&gt; &lt;div&gt;In conclusione mi sembra che valga la pena di tenere d&amp;#39;occhio questa  fondazione, da molti punti di vista.&lt;/div&gt;&lt;br&gt; &lt;div&gt;Con questa mail vi saluto e vi auguro buon lavoro : io mi prendo un  periodo di congedo dai lavori della commissione di studio e proposta,&lt;/div&gt; &lt;div&gt;sia perche&amp;#39; sono indaffarato sia perche&amp;#39; credo nel ricambio della  rappresentanza. Spero che qualcuno della facolta&amp;#39; di farmacia mi sostituisca: vi  prego comunque di lasciarmi nell&amp;#39;indirizzario perche&amp;#39; potrei comunque  contribuire, magari&lt;/div&gt; &lt;div&gt;per via telematica, ai lavori della commissione e del  coordinamento.&lt;/div&gt;&lt;br&gt; &lt;div&gt;Ciao e a presto, Alessandro&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt; &lt;div&gt;Dr. Alessandro Feis&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Ricercatore&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Dipartimento di Chimica&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Universita&amp;#39; di Firenze&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Via della Lastruccia 3&lt;/div&gt; &lt;div&gt;I-50019 Sesto Fiorentino (FI), Italy&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Tel 055 457 3088&lt;/div&gt; &lt;div&gt;Fax 055 457 3077&lt;/div&gt; &lt;div&gt;E mail feis@chim.unifi.it &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Toscana</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Toscana</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Toscana</guid><comments>Rename</comments><pubDate>Sat, 28 Feb 2009 01:14:30 CST</pubDate><description> 			Lunedi&amp;#39; 8 settembre: riunione congiunta dei Senati Accademici dei tre atenei toscani, sono stati invitati i rappresentanti delle istituzioni locali &lt;br&gt;e i parlamentari eletti in Toscana. Vedere &lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Incontro+rettori+universit%C3%A0+toscane+e+parlamentari+8%2F9%2F08&quot; target=&quot;_self&quot; title=&quot;il resoconto&quot;&gt;il resoconto&lt;/a&gt;.&lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Calendario iniziative-relativi resoconti e documenti </title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Calendario+iniziative-relativi+resoconti+e+documenti+</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Calendario+iniziative-relativi+resoconti+e+documenti+</guid><comments>Moved from: Agitazione DDL 112</comments><pubDate>Sat, 28 Feb 2009 01:14:07 CST</pubDate><description> 			Per favore mettete le iniziative in ordine cronologico nelle pagine dedicate alla regione/citta, se locali (aggiungere le pagine se mancano) o nella pagina nazionale, se nazionali.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>La 'governance' degli Atenei dei Rettori</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/La+%27governance%27+degli+Atenei+dei+Rettori</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/La+%27governance%27+degli+Atenei+dei+Rettori</guid><comments>Moved from: Università e ricerca</comments><pubDate>Sat, 28 Feb 2009 01:12:52 CST</pubDate><description>ANDU - Associazione Nazionale Docenti Universitari&lt;br&gt; &lt;br&gt; LA &amp;#39;GOVERNANCE&amp;#39; DEGLI ATENEI DEI RETTORI&lt;br&gt; &lt;br&gt;    La CRUI ha recentemente approvato le sue &amp;quot;Considerazioni e proposte per la revisione della governance delle universita&amp;#39;&amp;quot; (nota 1).&lt;br&gt;    L&amp;#39;ANDU da tanti anni sostiene che la CRUI non e&amp;#39; STRUTTURALMENTE in grado di rappresentare l&amp;#39;autonomia del Sistema nazionale degli Atenei e di difenderlo dal potere politico-economico e dai poteri forti accademici. La CRUI e&amp;#39; la somma di docenti eletti per gestire, rappresentare e difendere gli interessi dei loro singoli Atenei e non per esprimere una politica a difesa degli interessi COMPLESSIVI del Sistema nazionale delle Universita&amp;#39;.&lt;br&gt; E infatti le decisioni prese dalla CRUI, &amp;#39;necessariamente&amp;#39; quasi sempre all&amp;#39;unanimita&amp;#39;, sono state &amp;#39;forti&amp;#39; solo quando si e&amp;#39; trattato di chiedere la riduzione dei tagli per tutti gli Atenei o per difendere gli assetti di potere esistenti (precariato, stato giuridico, governance).&lt;br&gt;    Piu&amp;#39; recentemente, di fronte ai tagli del Governo che mettono in gioco l&amp;#39;esistenza stessa dell&amp;#39;Universita&amp;#39; statale, la CRUI, non solo non ha sostenuto il grande movimento di protesta, ma si e&amp;#39; &amp;#39;scomposta&amp;#39; in quattro: la &amp;#39;CRUI&amp;#39; degli Atenei auto-eccellenti (l&amp;#39;AQUIS), quella della &amp;quot;rete delle Scuole Superiori a Statuto speciale&amp;quot;, quella degli Atenei meridionali, quella della Lega Lombarda dei Rettori. Insomma, si salvi chi puo&amp;#39;.&lt;br&gt;    Ora la Conferenza dei Rettori torna ad &amp;#39;esistere&amp;#39; unita per richiedere una normativa per una &amp;#39;nuova&amp;#39; organizzazione degli Atenei che faccia diventare i Rettori ancor piu&amp;#39; monarchi assoluti elettivi. E&amp;#39; infatti questo il senso del documento della CRUI che vuole sembrare problematico, articolato, dialettico, ma che in realta&amp;#39; punta a salvaguardare e rafforzare un sistema di potere che di fatto ha &amp;#39;agevolato&amp;#39; la politica di smantellamento dell&amp;#39;Universita&amp;#39; e della Ricerca pubbliche, portata avanti da oltre un decennio attraverso tutti i Governi succedutisi.&lt;br&gt; &lt;br&gt;    La CRUI chiede un intervento legislativo &amp;#39;leggero&amp;#39; &amp;quot;che lasci ai singoli Atenei l&amp;#39;individuazione delle soluzioni operative specifiche&amp;quot;. Ecco cosi&amp;#39; riproposta la &amp;#39;bufala&amp;#39; dell&amp;#39;autonomia degli Atenei!&lt;br&gt;    In realta&amp;#39; proprio attraverso l&amp;#39;autonomia finanziaria, concorsuale, didattica e statutaria, si e&amp;#39; arrivati all&amp;#39;attuale disastro, e nonostante cio&amp;#39; i Rettori continuano a pretendere addirittura maggiore autonomia per se stessi.&lt;br&gt;    In particolare l&amp;#39;autonomia statutaria e&amp;#39; servita a consolidare un sistema di gestione fallimentare basato su un Senato Accademico imperniato sui Presidi (e pertanto incapace STRUTTURALMENTE di operare nell&amp;#39;interesse generale dell&amp;#39;Ateneo) e su una figura di Rettore-padrone, che presiede-controlla lo stesso Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione.&lt;br&gt;    Quando, come nel caso dell&amp;#39;Ateneo di Palermo nel 1995, si e&amp;#39; &amp;#39;osato&amp;#39; prevedere nello Statuto la non automatica presenza dei Presidi nel Senato Accademico e la prevalenza in esso di rappresentati direttamente eletti, l&amp;#39;accademia che conta ha richiesto l&amp;#39;intervento&amp;#39;straordinario&amp;#39; del Ministero e ha ottenuto alla fine l&amp;#39;azzeramento (letteralmente) dello Statuto, raso al suolo dai massicci &amp;#39;bombardamenti&amp;#39; della &amp;#39;giustizia&amp;#39; amministrativa.&lt;br&gt;    Eppure la legge sull&amp;#39;autonomia consentiva e consente ampi margini di rinnovamento che pero&amp;#39; i Senati Accademici Integrati (generalmente di poco) non hanno voluto-potuto utilizzare per la &amp;#39;solita&amp;#39; prevalenza numerica dei Presidi.&lt;br&gt;    Qui ci si dovrebbe porre la domanda cruciale e preliminare (che la CRUI &amp;#39;naturalmente&amp;#39; non si pone): chi per conto dell&amp;#39;Ateneo dovrebbe procedere alla &amp;quot;individuazione delle soluzioni operative specifiche&amp;quot;? Se si dovesse ancora &amp;#39;partire&amp;#39; dagli attuali Organi di Ateneo (Rettore, S.A. e C.d.A.) si potrebbe star certi che quasi ovunque si opererebbe per mantenere e accrescere l&amp;#39;attuale assetto di potere &amp;#39;padronale&amp;#39; negli Atenei. Un assetto che, tra l&amp;#39;altro, quasi ovunque ha prodotto il poco &amp;#39;elegante&amp;#39; fenomeno della modifica dello Statuto, a fine del mandato, per prorogare il Rettore in carica.&lt;br&gt; &lt;br&gt;    Che l&amp;#39;attuale autonomia statutaria avrebbe potuto cambiare non poco, nel bene e nel male, il tradizionale assetto di governo degli Atenei e&amp;#39; dimostrato dal nuovo Statuto dell&amp;#39;Universita&amp;#39; di Camerino (nota 2).&lt;br&gt;    Lo Statuto di Camerino non solo apporta modifiche del &amp;#39;tipo&amp;#39; di quelle che la CRUI vorrebbe venissero &amp;#39;indotte&amp;#39; da una nuova legge, ma, sulla base dell&amp;#39;ATTUALE normativa, va anche ben oltre. Infatti:&lt;br&gt; - sostituisce il S.A. con il &amp;quot;Senato delle Rappresentanze&amp;quot;, composto SOLO&lt;br&gt;   da rappresentanti direttamente eletti, cioe&amp;#39; non ci sono i Presidi o&lt;br&gt;   loro &amp;#39;similari&amp;#39; (comma 2 dell&amp;#39;articolo 18 dello Statuto) e il nuovo&lt;br&gt;   organismo NON e&amp;#39; presieduto dal Rettore, che dura in carica non piu&amp;#39; di&lt;br&gt;   6 anni (comma 4, art. 16);&lt;br&gt; - sostituisce le Facolta&amp;#39; e i Dipartimenti con le &amp;quot;Scuole di Ateneo&amp;quot; (art.&lt;br&gt;  18);&lt;br&gt; - attribuisce solo &amp;quot;funzioni di impulso e consultive&amp;quot; al &amp;quot;Comitato di&lt;br&gt;  Ateneo&amp;quot; di cui fanno parte i Direttori delle Scuole (art. 20);&lt;br&gt; - trasforma il Consiglio di Amministrazione (composto da 5 membri&lt;br&gt;   elettivi, il rettore, il pro rettore vicario, il direttore&lt;br&gt;   amministrativo e 3 &amp;#39;esterni&amp;#39;) in un organismo di gestione amministrativa&lt;br&gt;   e accademica, che decide anche &amp;quot;sull&amp;#39;attivazione-&lt;div class=&quot;ArwC7c ckChnd&quot;&gt;disattivazione delle&lt;br&gt;   strutture&amp;quot;, &amp;quot;definisce la programmazione di Ateneo&amp;quot;, &amp;quot;autorizza la&lt;br&gt;   chiamata dei docenti-ricercatori&amp;quot; e chi piu&amp;#39; ne ha piu&amp;#39; ne metta (art.&lt;br&gt;   19).&lt;br&gt; &lt;br&gt;    Insomma, le modifiche della &amp;#39;governance&amp;#39; degli Atenei contenute nello Statuto di Camerino o quelle proposte dall&amp;#39;ANDU, potevano e potrebbero essere decise dagli Atenei sulla base dell&amp;#39;attuale normativa, ma questo non e&amp;#39; avvenuto e non avverra&amp;#39; se non in rarissimi casi: gli Atenei (cioe&amp;#39; gli attuali Organi che decidono per loro conto) NON vogliono auto-riformarsi e hanno utilizzato e utilizzerebbero ancora ogni margine concesso dalle leggi per conservare l&amp;#39;esistente e accrescere il potere &amp;#39;personale&amp;#39; del Rettore, rafforzando cosi&amp;#39; quel sistema che sta distruggendo e sta lasciando distruggere l&amp;#39;Universita&amp;#39; statale.&lt;br&gt; &lt;br&gt;    Per tutto questo e&amp;#39; indispensabile e urgente una legge - la piu&amp;#39; dettagliata possibile - che riconosca nella partecipazione democratica di tutte le componenti e nella collegialita&amp;#39; della gestione l&amp;#39;UNICO modo possibile per rilanciare gli Atenei, liberandoli dalle oligarchie accademiche che sono interessate solo agli interessi particolari e che, in alcuni casi, sono recentemente arrivate alla &amp;#39;cannibalizzazione&amp;#39; dei loro colleghi ricercatori per far cassa.&lt;br&gt; &lt;br&gt;    Invece la CRUI vuole una legge &amp;#39;leggera&amp;#39;, ma non troppo. Una legge che comunque assicuri la perpetuazione degli attuali assetti di potere, concentrandolo ancor piu&amp;#39; nelle mani del Rettore, che diventerebbe anche formalmente un &amp;#39;dittatore&amp;#39; elettivo.&lt;br&gt;    Infatti la &amp;#39; legge della CRUI&amp;#39; prevede che tutto il potere di programmazione e di gestione degli Atenei sia affidato ad un Consiglio di Amministrazione, di non &amp;quot;piu&amp;#39; di 9-11 membri&amp;quot; e per almeno il 40&amp;#39;% composto da &amp;quot;esterni&amp;quot;, proposto dal Rettore.&lt;br&gt;    Il &amp;#39;modello&amp;#39; del Consiglio di Amministrazione voluto dalla CRUI e di quello previsto a Camerino e&amp;#39; lo stesso di quello voluto da &amp;quot;Attilio Oliva, ex amministratore delegato della Luiss (l&amp;#39;Universita&amp;#39; della Confindustria, ndr) e presidente di TreLLLe, associazione che da anni studia i problemi dell&amp;#39;istruzione.&amp;quot; Oliva, infatti, sostiene che &amp;quot;serve un consiglio d&amp;#39;amministrazione con pochi elementi, una decina in tutto con qualche rappresentante esterno, che abbia la responsabilita&amp;#39; diretta della gestione di tutte le risorse, docenti inclusi.&amp;quot; (articolo del Corriere della Sera del 24 febbraio 2009, nota 3). Rispetto alla composizione del Senato Accademico, che viene privato di qualsiasi sostanziale potere, alla CRUI piacerebbe che tale composizione rimanesse &amp;quot;abbastanza simile all&amp;#39;attuale, salvo considerare di aumentare le designazioni legate alle funzioni esercitate alla testa delle strutture didattiche e scientifiche&amp;quot; e che abbia meno di &amp;quot;35 unita&amp;#39;&amp;quot;. In altri termini, il Senato Accademico dovrebbe avere un maggiore numero di componenti NON direttamente eletti (come oggi sono i Presidi), con la riduzione-cancellazione dei rappresentati direttamente eletti dai docenti. In questo modo si accentuerebbe ancora di piu&amp;#39; la natura &amp;#39;condominiale&amp;#39; dell&amp;#39;attuale Senato Accademico, che proprio per questo motivo non e&amp;#39; stato in grado di esprimere una politica e una gestione nell&amp;#39;interesse generale dell&amp;#39;Ateneo,&lt;br&gt;    Rispetto alle &amp;quot;strutture decentrate&amp;quot;, la CRUI propone una soluzione simile (fino ad un certo punto) a quanto su questa questione e&amp;#39; contenuto nella proposta dell&amp;#39;ANDU di organizzazione degli Atenei (riportata nella sua interezza in calce). L&amp;#39;ANDU infatti propone che &amp;quot;le strutture portanti dell&amp;#39;Ateneo devono diventare i Consigli di Corso di Studi per la didattica e i Dipartimenti per la ricerca. Nei Dipartimenti, rivedendone i criteri di formazione e le dimensioni, si dovrebbero &amp;#39;incardinare&amp;#39; i docenti, togliendo ai Consigli di Facolta&amp;#39; la &amp;#39;gestione&amp;#39; dei posti e assegnando loro compiti di coordinamento dei Corsi di Studio.&amp;quot;&lt;br&gt;    Ma la CRUI non si ferma qui: essa vuole AGGIUNGERE un nuovo Organismo (la &amp;quot;Giunta&amp;quot;) che comprenda i &amp;quot;responsabili dei singoli corsi di studio&amp;quot; &amp;quot;e i direttori dei Dipartimenti le cui aree scientifiche&amp;quot; &amp;quot;siano consistentemente interessate&amp;quot; alla didattica della Facolta&amp;#39;. Un nuovo organismo che, secondo la CRUI, dovrebbe contribuire al &amp;quot;superamento delle attuali forme di gigantismo consiliare&amp;quot;, ma che sembra in realta&amp;#39; destinato a &amp;#39;compensare&amp;#39; il Preside per la riduzione dei poteri del Consiglio di Facolta&amp;#39;. Preside che per la CRUI potrebbe essere &amp;quot;designato dalla Giunta nel suo ambito&amp;quot; e NON PIU&amp;#39; &amp;quot;eletto dal Consiglio di Facolta&amp;#39; allargato&amp;quot;!&lt;br&gt; &lt;br&gt;    E tutto questo mentre in Francia &amp;quot;la Conferenza dei presidenti di universita&amp;#39;&amp;quot; chiede &amp;quot;a nome di tutto il mondo accademico, il RITIRO del decreto che modifica lo statuto dei ricercatori, restituendo loro autonomia e mezzi adeguati e il recupero di 450 posti di docente universitario soppressi nella finanziaria 2009. ESIGONO, su questi e altri punti, una &amp;#39;risposta chiara&amp;#39; entro il 5 marzo da parte dell&amp;#39;esecutivo.&amp;quot; (v. Unita&amp;#39; del 24 febbraio 2009, nota 4).&lt;br&gt;    Il fatto e&amp;#39; che in Italia, a differenza che in Francia, a condividere e sostenere la politica di smantellamento dell&amp;#39;Universita&amp;#39; statale e&amp;#39; uno &amp;#39;strato&amp;#39; accademico che da decenni agisce e prevale nei Governi, in Parlamento, nella &amp;#39;grande&amp;#39; stampa e negli Organi universitari nazionali.&lt;br&gt;     Per seguire la situazione francese:&lt;br&gt; http: //&lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.sauvonsluniversite.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.sauvonsluniversite.com&lt;/a&gt;&lt;br&gt; http: //&lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.sauvonslarecherche.fr/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.sauvonslarecherche.fr&lt;/a&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;     24 febbraio 2009&lt;br&gt; &lt;br&gt; - Nota 1. Per leggere il documento della CRUI &amp;quot;Considerazioni e proposte&lt;br&gt;   per la revisione della governance delle universita&amp;#39;&amp;quot;, approvato il 19&lt;br&gt;   febbraio 2009, cliccare: &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1696#&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=1696#&lt;/a&gt;&lt;br&gt; - Nota 2. Per leggere il nuovo Statuto dell&amp;#39;Universita&amp;#39; di Camerino&lt;br&gt;  cliccare: &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.unicam.it/ateneo/documenti/statuto_UNICAM.pdf&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.unicam.it/ateneo/documenti/statuto_UNICAM.pdf&lt;/a&gt;&lt;br&gt; - Nota 3. V. l&amp;#39;articolo &amp;quot;Soldi ai piu&amp;#39; bravi, stile inglese. Cosi&amp;#39; si puo&amp;#39;&lt;br&gt;   ridurre la spesa&amp;quot; sul Corriere della Sera del 24.2.09. Per leggere&lt;br&gt;   l&amp;#39;articolo cliccare:&lt;br&gt;   &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-02/090224/KVFWD.tif&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-02/090224/KVFWD.tif&lt;/a&gt;&lt;br&gt; - Nota 4. V. l&amp;#39;articolo &amp;quot;Le barricate di Francia: prof e studenti contro&lt;br&gt;   Sarkozy&amp;quot; su l&amp;#39;Unita&amp;#39; del 24.2.09. Per leggere l&amp;#39;articolo cliccare:&lt;br&gt;   &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-02/090224/KVG0O.tif&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-02/090224/KVG0O.tif&lt;/a&gt;&lt;/div&gt; &lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>a Firenze</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/a+Firenze</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/a+Firenze</guid><pubDate>Fri, 27 Feb 2009 03:50:15 CST</pubDate><description>&lt;b&gt;ATTIVITA&amp;#39; MESE Marzo 2009&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;/b&gt;Il prossimo incontro del Coordinamento Ricercatori e&amp;#39; fissato per venerdi&amp;#39; 6 marzo alle 15,30.&lt;br&gt; L&amp;#39;incontro si terra&amp;#39; presso la sala riunione 3.50 al terzo piano della palazzina D5, al Polo di Novoli.&lt;br&gt; Per accedere al terzo piano del D5 e&amp;#39; necessario consegnare un documento alla portineria del piano terra.&lt;br&gt; &lt;br&gt; All&amp;#39;ordine del giorno ci sara&amp;#39; la decisione su come regolarsi rispetto allo svolgimento della campagna per il rinnovo della carica di rettore e l&amp;#39;analisi della politica regionale in tema di universita&amp;#39; e ricerca, alla luce della bozza di legge in materia, attualmente all&amp;#39;esame del consiglio regionale.&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;&lt;br&gt;ATTIVITA&amp;#39; MESE NOVEMBRE&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Venerd&amp;igrave; 14 Novembre 2008 a Roma&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Sciopero generale per tutto il comparto Universit&amp;agrave;&lt;/font&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Marted&amp;igrave; 11 Novembre 2008 in Viale Morgagni&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;24 ore non stop di lezione (Ingegneria, Biologia, Medicina)&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Programma degli interventi in allegato PDF alla pagina&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Luned&amp;igrave; 10 Novembre 2008 al Polo di Scienze Sociali (palazzina D5)&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;33 ore non stop di didattica&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Il programma &amp;egrave; allegato alla pagina&lt;/font&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Gioved&amp;igrave; 6 Novembre 2008 alle ore 14.30 in Piazza Signoria&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Lezione in Piazza di Sabina Guzzanti sul tema &amp;quot;Satira, Politica e mezzi di informazione&amp;quot;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;In caso di pioggia la lezione si terr&amp;agrave; in aula 001 del plesso didattico di Viale Morgagni&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;b&gt;Marted&amp;igrave; 4 Novembre 2008 alle 15.00 in Palazzo Vecchio&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Consiglio Comunale sui temi dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; e della Ricerca alla luce dei provvedimenti governativi (Legge 133)&lt;/font&gt; &lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;ATTIVITA&amp;#39; MESE OTTOBRE &lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;b&gt;Gioved&amp;igrave; 30 Ottobre 2008 alle ore 14.30 presso Facolt&amp;agrave; di Ingegneria&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Incontro con Lapo Pistelli per parlare dei problemi dell&amp;#39;Universit&amp;agrave; e del ruolo che le istituzioni locali possono avere nel risolverli&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;b&gt;Luned&amp;igrave; 27 Ottobre 2008 dalle ore 8.30 presso aula 3 del Dipartimento di Matematica &amp;quot;U. Dini&amp;quot;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Maratona della didattica, 24 ore non stopo di didattica presso il Dipartimento. &lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Maratona+24h+Didattica+27-28%2F10%2F2008&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;Programma degli interventi&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;b&gt;Venerd&amp;igrave; 24 Ottobre 2008 alle ore 21 presso il Plesso Didattico Morgagni&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Incontro di presentazione delle implicazioni della riforma Gelmini alle famiglie&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;&lt;b&gt;Venerd&amp;igrave; 24 Ottobre 2008 alle ore 10 presso Polo Scientifico dell&amp;#39;Universit&amp;agrave; di Firenze&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Incontro con la Senatrice Franco (PD) sui temi della protesta contro la legge 133&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;b&gt;Mercoled&amp;igrave; 22 ottobre 2008 alle ore 16.30 presso la Facolt&amp;agrave; di Architettura, sede di Santa Verdiana, aula 1&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Assemblea dei docenti a contratto dell&amp;#39;Universit&amp;agrave; di Firenze&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Mercoledi 22 ottobre ore 10.15&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Incontro sulla valutazione della Didattica e dell&amp;#39;Offerta Formativa tenuto dal Prof. Viviani (Delegato del Rettore per la Qualit&amp;agrave;)&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;b&gt;Marted&amp;igrave; 21 Ottobre 2008 alle ore 10&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;Manifestazione di Universit&amp;agrave;, Enti di Ricerca ed AFAM dell Toscana in Piazza - concentramento a Piazza San Marco&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;b&gt;Lunedi 20 ottobre 2008 alle ore 11&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot; size=&quot;2&quot;&gt;assemblea degli studenti presso la Facolt&amp;agrave; di Ingegneria per discutere forme di protesta contro la legge 133/08. &lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;Programma d&amp;#39;ottobre Ingegneria: &lt;/font&gt;&lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.ing.unifi.it/Facolta/Comunicazioni/Bacheca/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;font size=&quot;2&quot;&gt;http://www.ing.unifi.it/Facolta/Comunicazioni/Bacheca/&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot; size=&quot;2&quot;&gt;&lt;b&gt;Giovedi&amp;#39; 16 ottobre ore 11 lezioni in piazza in 14 piazze fiorentine, delle varie Facolta&amp;#39; dell&amp;#39;Ateneo.&lt;/b&gt; &lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;ATTIVITA&amp;#39; MESE SETTEMBRE&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;ul&gt;  &lt;li&gt;  Mercoled&amp;igrave; 3/9 ore 14 aula 111 riunione ricercatori ingegneria   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Gioved&amp;igrave; 4/9 ore 12 - Lab. Linguistico - Riunione ricercatori di Scienze della Formazione.&lt;br&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Sabato 6/09 durante la Festa Nazionale del Partito Democratico alla Fortezza da Basso a Firenze, si terr&amp;agrave; un incontro dedicato ai problemi dell&amp;#39;universit&amp;agrave; italiana, sabato 6 settembre alle ore 10.00, al teatro lorenese su: &lt;b&gt;Salva la Scuola, salva l&amp;#39;Universit&amp;agrave;, salva la Ricerca.&lt;/b&gt; Introduce Mariapia Garavaglia. Partecipano Pina Picierno, Maria Coscia, Antonio Rusconi, Manuela Ghizzoni, Luciano Modica, Marta Rapallini, Giampaolo D&amp;#39;Andrea, Luca Zolt e Federica Musetta.   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  convocata dai tre Rettori degli atenei toscani, luned&amp;igrave; 8 settembre 2008, alle ore 9.30, nell&amp;#39;Aula Magna dell&amp;#39;Universit&amp;agrave; degli Studi di Firenze, Piazza San Marco 4, si svolger&amp;agrave; un incontro con i Parlamentari eletti in Toscana per discutere della situazione dell&amp;#39;Universit&amp;agrave; in riferimento alla manovra finanziaria varata con DL 112 del 25 giugno 2008. Hanno confermato la sua presenza il Presidente della Regione Claudio Martini e sono stati invitati a partecipare i Sindaci e i Presidenti delle Province di Firenze, Pisa e Siena.   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Martedi 9/9 alle ore 11:30 in Aula 3 presso il Dip. di Matematica &amp;quot;Ulisse Dini&amp;quot; nel viale Morgagni, si terr&amp;agrave; l&amp;#39;assemblea generale dei ricercatori di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali per decidere le forme di propesta da attuare.   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;font size=&quot;+0&quot;&gt;15---&amp;gt;19 settembre SETTIMANA DI MOBILITAZIONE INGEGNERIA, vi invitiamo a seguire le iniziative, potete trovare il programma &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.ing.unifi.it/DL112/Programma.pdf&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;qui&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. Segnaliamo in particolare l&amp;#39;assemblea generale di Facolta&amp;#39;, alle ore 9.00, al Plesso Didattico di Viale Morgagni.&lt;/font&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;font face=&quot;Garamond&quot;&gt;Ieri, 18 settembre, durante il consiglio di Facolta di SMFN dell&amp;#39;Univ di Firenze, &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;Garamond&quot;&gt;&lt;b&gt;i ricercatori della facolta impegnati nei diversi corsi di laurea hanno consegnato al preside le loro rinuncie ai corsi dati in affidamento&lt;/b&gt; per il prossimo anno accademico, dando seguito fattivamente alla loro propesta. &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;Garamond&quot;&gt;Le lettere di rinuncia consegnate da&lt;b&gt; 82 ricercatori riguardano 136 corsi&lt;/b&gt; dati in affidamento. &lt;/font&gt;&lt;font face=&quot;Garamond&quot;&gt;La Facolta ha dato il pieno appoggio ai ricercatori, facendo proprie le delibere dei CdL in Chimica, Fisica e Scienze Naturali.&lt;/font&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul&gt;  &lt;li&gt;  Sabato 27 settembre, ore 9.30 S. Ambrogio; &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://attachments.wetpaintserv.us/WoBooNp9zCXY0n1wXJ2dpQ%3D%3D326729&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Manifestazione indetta da CGIL&quot;&gt;Manifestazione indetta da CGIL&lt;/a&gt; diritti in piazza.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;  &lt;ul&gt;  &lt;li&gt;  Marted&amp;igrave; 30 Settembre ore 9/13, AULA MAGNA P.zza S. Marco, 4. &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://attachments.wetpaintserv.us/WoBooNp9zCXY0n1wXJ2dpQ%3D%3D326729&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;Assemblea d'Ateneo convocata dai sindacati&quot;&gt;Assemblea d&amp;#39;Ateneo convocata dai sindacati&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br&gt;&lt;ul&gt;  &lt;li&gt;  &lt;font face=&quot;Garamond&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Arial&quot;&gt;Il 1 ottobre il Consiglio della Facolta&amp;#39; di Farmacia dell&amp;#39;Universita&amp;#39; di Firenze ha deliberato di &lt;b&gt;sospendere l&amp;#39;attivita&amp;#39; didattica nella prima settimana &lt;/b&gt;all&amp;#39;inizio dei corsi (&lt;b&gt;6-10 ottobre&lt;/b&gt;) per protesta contro la legge 133/08. I docenti della Facolta&amp;#39; incontreranno gli studenti per spiegare i motivi della protesta e organizzeranno visite ai Dipartimenti in cui saranno illustrate le attivita&amp;#39; di ricerca. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Attivit&amp;agrave; di informazione e protesta della &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.ing.unifi.it/News/News+dettagli/?contentId=2417&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Facolt&amp;agrave; di Ingegneria&lt;/a&gt; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>'Svuotamento' pre-pensionamenti e' legge</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/%27Svuotamento%27+pre-pensionamenti+e%27+legge</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/%27Svuotamento%27+pre-pensionamenti+e%27+legge</guid><pubDate>Fri, 27 Feb 2009 03:46:45 CST</pubDate><description>&lt;br&gt; &lt;br&gt; 1. E&amp;#39; definivamente legge lo &amp;#39;svuotamento&amp;#39; del pre-pensionamento dei&lt;br&gt; ricercatori universitari.&lt;br&gt; 2. Il Rettore dell&amp;#39;Universita&amp;#39; di Bari: &amp;quot;Prepensionamenti: non sono questi&lt;br&gt; i veri problemi&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt; ====== 1. E&amp;#39; definivamente legge lo &amp;#39;svuotamento&amp;#39; del pre-pensionamento dei&lt;br&gt; ricercatori universitari.&lt;br&gt; &lt;br&gt; E&amp;#39; stato definitivamente approvata dal Senato (v. sotto l&amp;#39;estratto del&lt;br&gt; &amp;quot;Comunicato di fine seduta&amp;quot; del 25 febbraio 2009) la legge che contiene&lt;br&gt; l&amp;#39;emendamento (v. nota) che &amp;#39;svuota&amp;#39; la norma che consentiva il&lt;br&gt; pre-pensionamento coatto dei dipendenti pubblici che, se avevano riscattato&lt;br&gt; gli anni di laurea, potevano essere pre-pensionati al raggiungimento di 40&lt;br&gt; anni di contributi. In tal modo e&amp;#39; stato di fatto reso impossibile anche il&lt;br&gt; pre-pensionamento dei ricercatori universitari.&lt;br&gt; &lt;br&gt; ====&lt;br&gt; Dal sito del Senato:&lt;br&gt; &lt;br&gt; &amp;quot;Mercoledi&amp;#39; 25 febbraio 2009 - 158&amp;ordf; seduta pubblica (antimeridiana)&lt;br&gt; (La seduta ha inizio alle ore 9:36).&lt;br&gt; &lt;br&gt; Confermando senza modifiche il testo licenziato dalla Camera dei deputati,&lt;br&gt; il Senato ha approvato definitivamente il ddl n. 847-B, collegato alla&lt;br&gt; manovra finanziaria, che delega il Governo ad adottare provvedimenti per&lt;br&gt; ottimizzare la produttivit&amp;agrave; del lavoro pubblico, l&amp;#39;efficienza e la&lt;br&gt; trasparenza delle pubbliche amministrazioni e reca disposizioni sulle&lt;br&gt; funzioni del CNEL e della Corte dei conti.&amp;quot;&lt;br&gt; &lt;br&gt; Nota. Per leggere il messaggio dell&amp;#39;ANDU, che contiene anche il testo&lt;br&gt; dell&amp;#39;emendamento approvato, cliccare:&lt;br&gt; &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article22059.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article22059.html&lt;/a&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt; ====== 2. Il Rettore dell&amp;#39;Universita&amp;#39; di Bari: &amp;quot;Prepensionamenti: non sono&lt;br&gt; questi i veri problemi&amp;quot;.&lt;br&gt; &lt;br&gt; Il Rettore dell&amp;#39;Universita&amp;#39; di Bari, Corrado Petrocelli, ha dichiarato &amp;quot;Un&lt;br&gt; dibattito serio sul futuro dell&amp;#39;Universita&amp;#39; non puo&amp;#39; certo incentrarsi sul&lt;br&gt; pensionamento due anni prima o dopo dei docenti. Non passa da qui la&lt;br&gt; volonta&amp;#39; politica di investire sui giovani, sulla ricerca, sullo sviluppo.&lt;br&gt; Ripeto, sono altri i temi sui quali sarebbe importante discutere, non sono&lt;br&gt; questi i veri problemi dell&amp;#39;universita&amp;#39; italana&amp;quot; (dall&amp;#39;intervista a&lt;br&gt; Repubblica di Bari del 25 febbraio 2009, v. nota).&lt;br&gt; &lt;br&gt; Nota. Per leggere l&amp;#39;intera intervista &amp;quot;Il rettore difende i prof&lt;br&gt; settantenni &amp;#39;Non posso fare tagli con l&amp;#39;accetta&amp;#39;&amp;quot;, su Repubblica di Bari&lt;br&gt; del 25.2.09, cliccare:&lt;br&gt; &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-02/090225/KVVHB.tif&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.stampa.cnr.it/RassegnaStampa/09-02/090225/KVVHB.tif&lt;/a&gt;&lt;br&gt; &lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Links</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Links</link><author>paolini</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Links</guid><comments>appello per l'università francese</comments><pubDate>Sun, 15 Feb 2009 12:21:52 CST</pubDate><description> 			&lt;ul&gt;  &lt;li&gt;Appello francese&lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://math.univ-lyon1.fr/appel/spip.php?article5&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://math.univ-lyon1.fr/appel/spip.php?article5&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Osservatorio sulla ricerca &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.osservatorio-ricerca.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.osservatorio-ricerca.it&lt;/a&gt; (Gruppo indipendente)   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Giornale del Comitato Nazionale Universitario (Universit&amp;agrave; e Ricerca) &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://cnu.cineca.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://cnu.cineca.it/&lt;/a&gt; (associazione culturale e sindacale)   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Associazione Dottorandi e Dottori di ricerca Italiani &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.dottorato.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.dottorato.i&lt;i&gt;t&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Ricercatori italiani senza presa di servizio &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.dis.uniroma1.it/~ricercatori/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.dis.uniroma1.it/~ricercatori/&lt;/a&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Rete nazionale ricercatori precari &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp:///www.ricercatoriprecari.org/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http:///www.ricercatoriprecari.org/&lt;/a&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Ministero dell&amp;#39;Istruzione, Universit&amp;agrave; e Ricerca &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.miur.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.miur.it/&lt;/a&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Coordinamento Nazionale Ricercatori SPS (senza presa di servizio) &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.dis.uniroma1.it/~ricercatori/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.dis.uniroma1.it/~ricercatori/&lt;/a&gt;&lt;br&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  Sito del Coordinamento Giovani Accademici:&lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://cga.di.uniroma1.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;&lt;u&gt; http://cga.di.uniroma1.it/&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;font size=&quot;+0&quot;&gt;&lt;font size=&quot;+0&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#ffffff&quot;&gt;ercatori SPS&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;font color=&quot;#ffffff&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;Programma delle attivit&amp;agrave; di informazione e protesta della Facolt&amp;agrave; di Ingegneria di Firenze&lt;/font&gt; &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.ing.unifi.it/News/News+dettagli/?contentId=2417&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0066cc&quot;&gt;http://www.ing.unifi.it/&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;font color=&quot;#ffffff&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0066cc&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;Sito di informazione per la protesta all&amp;#39;Universit&amp;agrave; di Parma&lt;/font&gt;: &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://unipr-protesta.wetpaint.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot; title=&quot;http://unipr-protesta.wetpaint.com/&quot;&gt;http://unipr-protesta.wetpaint.com/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;font color=&quot;#ffffff&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0066cc&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;Sito di opposizione alla legge 133&lt;/font&gt;: &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://universitadasalvare.blogspot.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://universitadasalvare.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;font color=&quot;#ffffff&quot; size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0066cc&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;Altro sito di opposizione alla legge 133&lt;/font&gt;: &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://133.anche.no/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://133.anche.no/&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;font color=&quot;#0066cc&quot;&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;Ingegneri senza Frontiere di Pisa&lt;/font&gt; &lt;/font&gt;&lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.isf-pisa.org/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot; size=&quot;3&quot;&gt;www.isf-pisa.org&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;font color=&quot;#0066cc&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;Sito Blog contro il DL112 dell&amp;#39;Universit&amp;agrave; di Pisa&lt;/font&gt; &lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttps://www.autistici.org/mailman/listinfo/no133&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot; size=&quot;3&quot;&gt;https://www.autistici.org/mailman/listinfo/no133&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;font color=&quot;#0066cc&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;Appello DICA 133&lt;/font&gt; &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.petitiononline.com/dica133/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;http://www.petitiononline.com/dica133/&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;   &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;font color=&quot;#0066cc&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;Recensione dei blog e petizioni di tutta Italia &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://netmonitor.blogautore.repubblica.it/2008/10/21/petizioni-blog-e-forum-contro-la-legge-133/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;contro la legge 133&lt;/a&gt;&lt;/font&gt; &lt;/font&gt;  &lt;/li&gt;&lt;li&gt;  &lt;font color=&quot;#0066cc&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#333333&quot;&gt;La ricerca calpestata (iniziativa promozionale a Bologna)&lt;/font&gt; &lt;/font&gt;&lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.laricercacalpestata.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0066cc&quot;&gt;http://www.laricercacalpestata.it/&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Incontro con chelazzi</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Incontro+con+chelazzi</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Incontro+con+chelazzi</guid><pubDate>Tue, 03 Feb 2009 16:35:01 CST</pubDate><description> 			Cari Amici (o colleghi) &lt;br&gt;&lt;br&gt;Oggi (3/2/09) sono stato a sentire il Chelazzi che incontrava i fisici (a fisica). &lt;br&gt;&lt;br&gt;Devo dire che quello che ho sentito mi trova d&amp;#39;accordo. Cerco di riassumere le cose che mi ricordo (mischiate con le mie riflessioni), e altri punti che dovrebbero essere affrontati dai nostri candidati rettori. Ovviamente con il mio solito stile brusco. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Su questo vorrei che si aprisse un dibattito, tra ricercatori, tecnici, precari, studenti e ovviamente professori. Per non appesantire la posta elettronica, suggerisco di usare questo blog () e se serve di aprirne altri. Tra l&amp;#39;altro, lo strumento blog permette a chi si &amp;egrave; &amp;quot;aggiunto&amp;quot; dopo di capire come si &amp;egrave; sviluppato i discorso. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Dato che il sito &amp;egrave; anche un wiki, sentitevi liberi di aprire altre discussioni, editare, ecc. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;Riassunto. &lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il punto fondamentale di Chelazzi &amp;egrave; che la ricerca deve essere prioritaria rispetto alla didattica. Questo anche perch&amp;eacute; come Universit&amp;agrave; di Firenze siamo ben piazzati nella valutazione della ricerca e male in quella della didattica. Su questo comunqe sono d&amp;#39;accordo: una universit&amp;agrave; che punta a fare i corsi &amp;quot;gettonati&amp;quot; invece di quelli su cui pu&amp;ograve; fare un contributo originale (ovvero legati alla ricerca) &amp;egrave; un super-liceo, destinato comunque a essere facilmente sorpassato. Quindi (almeno per le lauree magistrali) puntare agli insegnamenti legati alla ricerca. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Per dare priorit&amp;agrave; alla ricerca bisogna che i dipartimenti prendano un ruolo dominante rispetto alle facolt&amp;agrave;, anche (e soprattutto) in senato accademico. Questo pu&amp;ograve; avvenire solo se i dipartimenti diventano pi&amp;ugrave; grandi e in numero comparabile a quello delle facolt&amp;agrave; (oggi 12 facolt&amp;agrave; rispetto a 70 dipartimenti). Anche la didattica dovrebbe essere quindi essere indirizzata dai dipartimenti, con le facolt&amp;agrave; che svolgono un ruolo di &amp;quot;servizio&amp;quot; (gestione aule e servizi agli studenti). &lt;br&gt;&lt;br&gt;Questo contrasta con l&amp;#39;ordinamento storico delle universit&amp;agrave;, centrate sulla didattica, che credo risalga ai tempi delle prime universit&amp;agrave;, quando la didattica (diritto e lettere) era essenzialmente statica e di ricerca non ce n&amp;#39;era (tipo 1200, la Sorbona). Questo si riflette sul fatto che i docenti sono &amp;quot;incardinati&amp;quot; alle facolt&amp;agrave;. Tra l&amp;#39;altro, se ne discuteva oggi in corridoio con altri ricercatori, si fa tanto puzzo sull&amp;#39;ottimizzazione del personale amministrativo (chiusura dipartimenti piccoli, poli) e non siamo in grado di ottimizzare l&amp;#39;insegnamento, per cui un ricercatore di urbanistica a ingegneria si deve sobbarcare tutti gli insegnamenti quando in ateneo di urbanisti ce n&amp;#39;&amp;egrave; in abbondanza. Stesso discorso per i chimici o i fisici che a ingegneria (realt&amp;agrave; che conosco meglio) devono coprire sempre gli insegnamenti al primo anno, mentre a scienze magari hanno difficolt&amp;agrave; a trovare studenti... Ma che ha di diverso un chimico o un fisico di ingegneria rispetto a uno di scienze? Chiusa parentesi. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Chelazzi ha anche espresso attenzione al ruolo dei ricercatori, che devono fare ricerca e didattica limitata agli insegnamenti specialistici (ma di nuovo: un ricercatore di matematica a ingegneria come fa a insegnare alla specialistica se non a scienze?). Bisogna che siano chiare le mansioni di tutti. &lt;br&gt;Si &amp;egrave; dimenticato in prima battuta del problema dei ricercatori (e tecnici) mandati in pensione forzata. &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ha avuto parole di attenzione per i tecnici scientifici, categoria trascurata (lo so perch&amp;eacute; ho passato 10 anni da tecnico). &lt;br&gt;Ha detto che si impegner&amp;agrave; perch&amp;eacute; non ci siano pi&amp;ugrave; assunzioni di ricercatori senza un minimo di spessore scientifico (pubblicazioni), cosa su cui dovremmo ragionare a fondo (vista la figuraccia della &amp;quot;commissione&amp;quot; sulla valutazione scientifica alla conferenza del 30...)&lt;br&gt;&lt;br&gt;Mi sono dimenticato di certo di tante cose, intervenite (anche Chelazzi, ovviamente). &lt;br&gt;&lt;br&gt;Dopo mia domanda sull&amp;#39;arretratezza informatica dell&amp;#39;universit&amp;agrave;, ha detto che si &amp;egrave; dato da fare, al di l&amp;agrave; del suo ruolo di prorettore per la ricerca, perch&amp;eacute; si possa avere una compilazione elettronica dei verbali di esame. &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;b&gt;Commenti ulteriori e spunti di riflessione. &lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;La nostra universit&amp;agrave; &amp;egrave; assolutamente arretrata sul versante delle risorse informatiche. La posta elettronica di ateneo &amp;egrave; un po&amp;#39; migliorata ultimamente (ricordate il sistema basato sul vax?) ma ancora &amp;egrave; assolutamente indietro rispetto a servizi tipo gmail, google groups (dico: spacciano per &amp;quot;mailing list&amp;quot; dei demplici indirizzari); non c&amp;#39;&amp;egrave; un wiki di ateneo, per aprire un forum legato a un corso bisogna fare da s&amp;eacute;, non si sfruttano le comunit&amp;agrave; sociali. Uno dei grossi colli di bottiglia &amp;egrave; lo csiaf (dove ci sono persone in gamba, comunque), abbastanza impermeabile per quanto riguarda i dirigenti alle innovazioni. Altro grande buco nero &amp;egrave; il centro didattico televisivo: non ricordo nessun prodotto degno di nota. Per non parlare della florence university press, che richiede i testi informato word. Questo del software proprietario credo che sia un punto importante: non solo per quanto si spende di licenze, ma soprattutto per quanto software copiato si continua a usare: a ingegneria molti corsi RICHIEDONO l&amp;#39;uso di matlab, ma quanti docenti controllano che gli studenti abbiano comprato il software originale? Oppure: quanti docenti ESIGONO che l&amp;#39;universit&amp;agrave; fornisca le licenze agli studenti? lo stesso per le relazioni scritte in word, per SPLUS o SPSS o altro. Perch&amp;eacute; tutte le strutture inviano documenti word? Per coerenza, non si dovrebbero permettere acquisti di computer che non siano forniti di licenza office... &lt;br&gt;&lt;br&gt;Altro punto &amp;quot;informatico&amp;quot;: non si sfruttano per nulla le possibilt&amp;agrave; del computer o dei cellulari, eppure quasi tutti gli studenti sono dotati dell&amp;#39;uno e dell&amp;#39;altro. Non c&amp;#39;&amp;egrave; verso di mandare un sms agli studenti, magari per avvertire che il docente &amp;egrave; malato o per altre emergenze. Per fortuna da qualche tempo la copertura wireless (a ingegneria) &amp;egrave; decente (ma da altre parti?). Si continuano a usare i &amp;quot;foglietti&amp;quot; per segnarsi agli esami (o le liste lasciate in portineria/segreteria. E chi abita a Empoli?). Io per esempio registro sempre l&amp;#39;audio dei miei corsi e scatto le foto alle lavagnate (quando non uso slide elettroniche) e metto tutto on line. &lt;br&gt;Credo che sia un servizio informatico che costa molto poco e che &amp;egrave; molto utile per gli studenti. E poi basterebbe questo per valutare la qualit&amp;agrave; della didattica (e per vedere chi va veramente a fare lezione). &lt;br&gt;&lt;br&gt;Su questo punto devo dire che anche gli studenti sono molto deludenti. Loro sono per definizione sempre presenti a lezione: perch&amp;eacute; non denunciano chi non si presenta o chi manda dottorandi e scagnozzi vari? Perch&amp;eacute; non valutano sul serio (altro che VALMON) la qualit&amp;agrave; dei loro docenti? Secondo me il punto di partenza dev&amp;#39;essere la LEGALITA&amp;#39;: &amp;egrave; vero che uno pu&amp;ograve; fare il ricercatore venendo in dipartimento un&amp;#39;ora alla settimana, o fare il professore passando quasi tutto il tempo nello studio privato senza per questo violare alcuna legge o regolamento, ma comunque cominciamo a pretendere che gli obblighi di legge siano rispettati: non ne posso pi&amp;ugrave; di avere una pessima reputazione pubblica per colpa di qualcun altro: tutti noi dobbiamo cominciare a denunciare chi non fa il suo dovere. &lt;br&gt;Secondo me finch&amp;eacute; non c&amp;#39;&amp;egrave; una correlazione tra stipendio e risultati (didattica e ricerca) niente cambia. Ci sono strumenti (premio di produttivit&amp;agrave;) che si possono usare? &lt;br&gt;&lt;br&gt;Altro punto dolente (che ho ricordato anche a Chelazzi): la qualit&amp;agrave; dell&amp;#39;edilizia universitaria. Conosco abbastanza fisica e ingegneria. Fisica, edificio abbastanza nuovo, &amp;egrave; molto deludente dal punto di vista energetico (e di progetto). I termosifoni/condizionatori sono piazzati negli incavi delle pareti, separati dall&amp;#39;esterno da un pannello di un centimetro! di spessore. Ma i muri interni sono spessi un metro, perch&amp;eacute; si pensava di far passare da l&amp;igrave; tutta la tuberia (e poi invece passa in dei controsoffitti posticci: quanta percentuale dell&amp;#39;edificio &amp;egrave; inagibile?) Chi ha dato l&amp;#39;approvazione per un edificio fatto cos&amp;igrave;? &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ingegneria dove lavoro, &amp;egrave; da ridere: sto nel dipartimento di energetica, dove si progettano edifici a risparmio energetico, ma ovviamente il nostro edificio &amp;egrave; un monumento allo spreco: infissi che non chiudono, muri spessi un mattone, soffitti non coibentati: spese pazzesche di riscaldamento (tanto che si chiude il sabato per risparmiare) per morire di freddo (e usare massicciamente le stufette elettriche). Ma come possiamo pretendere che i nostri studenti rimangano &amp;quot;affezionati&amp;quot; alla loro alma mater (obiettivo che ho sentito esporre nell&amp;#39;incontro del 30 da un candidato rettore) se l&amp;#39;alma mater cade a pezzi? &lt;br&gt;&lt;br&gt;Ricercatori: qual &amp;egrave; il nostro ruolo nell&amp;#39;universit&amp;agrave;? siamo anticaglie a esaurimento o elementi fondamentali della ricerca? E se il ruolo fondamentale dell&amp;#39;universit&amp;agrave; &amp;egrave; la ricerca, logica vorrebbe che i dipartimenti vedessero i ricercatori nei ruoli principali, mentre le facolt&amp;agrave; dovrebbero essere il territorio dei professori. Perch&amp;eacute; il prorettore alla ricerca non &amp;egrave; un ricercatore? &lt;br&gt;&lt;br&gt;A proposito dei prorettori: se l&amp;#39;universit&amp;agrave; di Firenze ha questi debiti, non &amp;egrave; anche responsabilit&amp;agrave; di tutti quelli che hanno svolto ruoli dirigenziali? io sono per giudicare le persone per quello che hanno fatto, ma certo chi &amp;egrave; stato prorettore dovrebbe partire con un &amp;quot;handicap&amp;quot;: poteva quanto meno dimettersi...&lt;br&gt;&lt;br&gt;Dato poi che le qualit&amp;agrave; umane sono importanti (uno pu&amp;ograve; promettere tante belle cose, ma non c&amp;#39;&amp;egrave; niente come il giudizio personale su una persona), inviterei chi ha conosciuto di persona i candidati rettori di esprimersi sul loro carattere personale: come si comportano con gli studenti? con i tecnici? con i dottorandi/laureandi? con i ricercatori? &lt;br&gt;&lt;br&gt;-- &lt;br&gt;Franco Bagnoli &amp;lt;franco.bagnoli@unifi.it&amp;gt; &amp;lt;franco.bagnoli@gmail.com&amp;gt;&lt;br&gt;Lab. Fisica dei Sistemi Complessi, Dip. Energetica &amp;amp; CSDC&lt;br&gt;Universita&amp;#39; di Firenze, via S. Marta, 3 I-50139 Firenze, Italy. &lt;br&gt;Tel. +39 0554796592, fax: +39 0554796342&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Lettera Del Bimbo</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Lettera+Del+Bimbo</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Lettera+Del+Bimbo</guid><comments>Moved from: Elezioni rettore</comments><pubDate>Tue, 03 Feb 2009 16:22:16 CST</pubDate><description>Firenze, 31 Gennaio 2009&lt;br&gt;&lt;br&gt;Ai colleghi della Facolt&amp;agrave; di Ingegneria&lt;br&gt;&lt;br&gt;Docenti, Ricercatori e Personale Tecnico-Amministrativo&lt;br&gt;&lt;br&gt;Cari colleghi,&lt;br&gt;&lt;br&gt;&amp;egrave; finalmente terminato, con la comunicazione della disponibilit&amp;agrave; a candidarsi da parte del nostro Preside, il triste&lt;br&gt;spettacolo che per due settimane &amp;egrave; andato in scena nella nostra Facolt&amp;agrave;: giovani ricercatori, che dovrebbero impiegare il&lt;br&gt;loro tempo ad approfondire temi scientifici, attivamente impegnati in un frenetico porta a porta a ricercare firme per&lt;br&gt;invitare il Preside a candidarsi, e colleghi pi&amp;ugrave; anziani a dare loro supporto, definendo e pubblicizzando obbiettivi di&lt;br&gt;percentuali, nello stile delle migliori campagne di mercato. Certamente il fatto di un Preside che si candida in&lt;br&gt;competizione con un membro della propria Facolt&amp;agrave; &amp;egrave; un caso unico nella storia dell&amp;rsquo;Accademia fiorentina e&lt;br&gt;probabilmente anche di quella italiana. Ritengo pertanto che meriti da parte mia un approfondimento e alcune&lt;br&gt;considerazioni. Non sullo stile della vicenda, sul quale ho gi&amp;agrave; esposto il mio parere anche sulla stampa, quanto piuttosto&lt;br&gt;nel merito.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il fatto di cui parliamo non nasce da un moto improvviso di alcuni colleghi. Si tratta piuttosto, come ormai sanno tutti i&lt;br&gt;ben informati, di una ordinaria storia di medioevo universitario, preparata accuratamente negli ultimi mesi in ristrette&lt;br&gt;riunioni. Un piccolo gruppo di notabili della nostra Universit&amp;agrave;, tra cui alcuni Presidi ed ex-Presidi, autorevoli&lt;br&gt;rappresentanti degli organi decisionali accademici di questi anni, che desiderano anche incider&lt;br&gt;che, dopo vari tentativi, finalmente trovano un volto nuovo da esporre all&amp;rsquo;elettorato come candidato Rettore e sostenere&lt;br&gt;per quanto sar&amp;agrave; loro possibile. La storia stupisce solo per gli sfacciati proclami con invocazioni al nuovo e riferimenti ad&lt;br&gt;alti principi etici.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Il mio giudizio sul Preside &amp;egrave; severo. Chi svolge un ruolo istituzionale &amp;egrave; innanzitutto un soggetto garante ed ha quindi&lt;br&gt;l&amp;rsquo;obbligo della totale trasparenza nei comportamenti e del rispetto nei confronti di ogni collega. Mai avrebbe dovuto&lt;br&gt;approvare e consentire quanto abbiamo potuto vedere in Facolt&amp;agrave; in questi giorni. Credo che un Preside possa candidarsi&lt;br&gt;a Rettore in alternativa a un collega della Facolt&amp;agrave; gi&amp;agrave; candidato da mesi, solo se quest&amp;rsquo;ultimo sia inadeguato al ruolo sul&lt;br&gt;piano delle capacit&amp;agrave; e del curriculum, se non sia qualificato sul piano etico o se la sua iniziativa non gli sia stata&lt;br&gt;preventivamente comunicata. Nel caso di cui parliamo non sussiste alcuna di queste tre condizioni. Mancare a questo&lt;br&gt;ruolo di garanzia &amp;egrave; un grave elemento di inadeguatezza istituzionale. N&amp;eacute; possono essere addotte a giustificazione le forti&lt;br&gt;sollecitazioni a candidarsi che sarebbero state fatte. Questo &amp;egrave; semmai un fatto aggravante e motivo di ulteriore&lt;br&gt;preoccupazione. Sono sconcertato nel vedere che tutto questo non &amp;egrave; minimamente sentito e che anzi si aspiri a ricoprire&lt;br&gt;ruoli di ben pi&amp;ugrave; grande responsabilit&amp;agrave; e garanzia istituzionale.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Terminato l&amp;rsquo;approfondimento e le considerazioni, desidero dirvi che non sono interessato ad alimentare polemiche n&amp;eacute;&lt;br&gt;ad aprire un fronte in Facolt&amp;agrave;. Mancano quattro mesi all&amp;rsquo;appuntamento delle elezioni. E&amp;rsquo; un tempo lungo e sufficiente&lt;br&gt;per approfondire altri aspetti importanti quali la dimensione dei problemi che dovremo fronteggiare, la fondatezza delle&lt;br&gt;ipotesi di soluzione e di sviluppo che saranno proposte, e i profili individuali dei candidati e la loro reale adeguatezza ai&lt;br&gt;compiti a cui saranno chiamati. Sar&amp;agrave; possibile derivare ragionate conclusioni. Pertanto il mio impegno come candidato a&lt;br&gt;Rettore sar&amp;agrave; esclusivamente rivolto a presentare la mia visione del problema e delle soluzioni, e offrire a voi e agli altri&lt;br&gt;colleghi in Ateneo elementi di giudizio.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Chi mi conosce bene sa che sono persona diretta, chiara, libera. Non sono soggetto condizionabile e non sono portatore&lt;br&gt;di interessi n&amp;eacute; personali n&amp;eacute; di altri. Non cerco avventure e ho piena consapevolezza delle complessit&amp;agrave; dei problemi e del&lt;br&gt;ruolo che un Rettore deve svolgere. Ho comunque la volont&amp;agrave; di impegnarmi per una Universit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; moderna che credo&lt;br&gt;la gran parte di noi si aspetta e desidera. Per questa campagna ho preparato un sito web http://www.albertodelbimbo.it&lt;br&gt;in cui ho sintetizzato alcune informazioni su di me che mi auguro possano farvi comprendere le motivazioni che mi&lt;br&gt;hanno spinto a candidarmi e a ritenere di potermi assumere le responsabilit&amp;agrave; e gli impegni del ruolo di Rettore. Ho gi&amp;agrave;&lt;br&gt;allegato anche alcune note su alcuni temi importanti per la nostra Universit&amp;agrave; che conto di includere nel programma in&lt;br&gt;forma pi&amp;ugrave; completa entro la fine del mese di Marzo. Vi invito quindi a visitare il sito e, se lo vorrete, a contribuire alla&lt;br&gt;stesura del programma con pareri e opinioni.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Cari saluti&lt;br&gt;&lt;br&gt;Alberto Del Bimbo&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Elezioni rettore</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Elezioni+rettore</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Elezioni+rettore</guid><pubDate>Tue, 03 Feb 2009 16:21:24 CST</pubDate><description> 			Discussione sui candidati rettori (e su cosa vorremmo dalla nuova gestione)&lt;br&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Lettera+Del+Bimbo&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;Intervento di Del Bimbo sulla candidatura di tesi&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Incontro+con+chelazzi&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;Incontro con Chelazzi (e riflessioni)&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Blogs</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Blogs</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Blogs</guid><pubDate>Tue, 03 Feb 2009 16:13:38 CST</pubDate><description> 			Invito tutti a aprire dei blog sugli argomenti interessanti: &lt;br&gt;&lt;br&gt;per esempio: &lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Elezioni+rettore&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;elezioni rettore&lt;/a&gt;, ruolo dei ricercatori, qualit&amp;agrave; della didattica... &lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>test</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/test</link><author>paolini</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/test</guid><pubDate>Wed, 14 Jan 2009 10:11:01 CST</pubDate><description>Ok, ho scoperto che solo un moderatore pu&amp;ograve; cancellare le pagine...&lt;br&gt;&lt;br&gt;...potete cancellare questa pagina!&lt;br&gt;&lt;br&gt;thx&lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Firma appello ricercatori Unifi</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Firma+appello+ricercatori+Unifi</link><author>gcampat</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Firma+appello+ricercatori+Unifi</guid><pubDate>Tue, 30 Dec 2008 06:33:40 CST</pubDate><description>&lt;font color=&quot;#000000&quot; size=&quot;3&quot;&gt;Si riporta il testo dell&amp;#39;appello cos&amp;igrave; come approvato nella riunione del Coordinamento dei Ricercatori del 30/12/2008&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;A causa della drastica riduzione del FFO decisa dal Governo con la legge 133 i prossimi anni il bilancio di Ateneo potrebbe andare definitivamente fuori controllo. I tagli, colpendo indiscriminatamente e senza prevedere alcun meccanismo di premio dei comportamenti virtuosi, rischiano di mettere in difficolt&amp;agrave; anche le realt&amp;agrave; nelle quali le risorse per ricerca e didattica sono utilizzate in modo efficiente. Anche il decreto 180 non modifica il negativo quadro finanziario che pesa sugli Atenei italiani. In particolare, il decreto mantiene pesanti tagli verso l&amp;rsquo;Ateneo di Firenze e introduce discutibili modifiche sulle norme di reclutamento. Siamo certi che ci&amp;ograve; porter&amp;agrave; per la nostra Universit&amp;agrave; pesanti conseguenze sia sulla didattica che sulla ricerca.&lt;/font&gt; &lt;/font&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;Le scelte del Governo, tuttavia, non possono essere considerate l&amp;rsquo;unica causa delle estreme difficolt&amp;agrave; finanziarie nelle quali si dibatte il nostro Ateneo. Nel quadro di una autonomia pi&amp;ugrave; formale che sostanziale, il lento declino del finanziamento della ricerca, il mancato riconoscimento degli avanzamenti di carriera nella quantificazione del FFO, il tetto fissato per legge all&amp;rsquo;entit&amp;agrave; delle tasse universitarie sono vincoli che limitano da molti anni il margine di manovra per la chiusura dei bilanci delle universit&amp;agrave; italiane. Nonostante ci&amp;ograve;, nell&amp;rsquo;ultimo decennio, l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Firenze, in misura maggiore di quanto avvenuto in altri Atenei, ha visto costantemente peggiorare tutti i suoi indicatori di bilancio. Ad un programma di investimenti tanto ambizioso quanto impegnativo non hanno fatto fronte politiche virtuose relative ai costi incomprimibili, in primo luogo quelli del personale. Dal 2000 al 2005 il rapporto tra professori ordinari e ricercatori &amp;egrave; cresciuto costantemente, solo successivamente ha cominciato a declinare per effetto dei pensionamenti, in un contesto di bilancio in cui i vincoli al &lt;i&gt;turnover&lt;/i&gt; sono progressivamente cresciuti.&lt;/font&gt; &lt;/font&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot; face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;Pur prendendo atto della gravissima situazione finanziaria in cui si trova l&amp;rsquo;Ateneo di Firenze, siamo fortemente preoccupati per i pesanti provvedimenti che il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione hanno deliberato nell&amp;rsquo;obiettivo di chiudere in pareggio il bilancio preventivo 2009. La chiusura forzata delle facolt&amp;agrave; per risparmiare sulle bollette dell&amp;rsquo;elettricit&amp;agrave; e del riscaldamento; il taglio per centinaia di migliaia di euro dei fondi destinati al cofinanziamento dei PRIN; il pesante incremento dei prelievi applicati su fondi di ricerca, convenzioni conto terzi e bilanci dei master; la riduzione drastica dei trasferimenti ai dipartimenti e alle presidenze sono l&amp;rsquo;ultimo atto di una politica di bilancio da anni poco lungimirante che ha contribuito ad aggravare l&amp;rsquo;emergenza attuale. Per questo nei prossimi mesi porremo la massima attenzione alle scelte di bilancio affinch&amp;eacute; i fortissimi tagli a strutture e servizi non vadano a penalizzare ed intaccare la qualit&amp;agrave; delle attivit&amp;agrave; didattiche e di ricerca.&lt;/font&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; size=&quot;3&quot;&gt;A tutto ci&amp;ograve; si aggiunge la preoccupazione per il progetto, ripetutamente ventilato ma mai discusso in seno alle facolt&amp;agrave;, di un intervento della Regione a supporto delle Universit&amp;agrave; toscane con &amp;quot;eliminazione delle ridondanze&amp;quot; e &amp;quot;valorizzazione delle strutture di eccellenza&amp;quot;. Il problema generale di &lt;i&gt;governance&lt;/i&gt; che affligge il sistema universitario italiano risulta particolarmente acuto nella nostra regione, nella quale una cronica e colpevole mancanza di coordinamento ha contribuito a portare negli ultimi dieci anni tutti gli atenei toscani ad avere bilanci in grave dissesto. Ancora una volta la responsabilit&amp;agrave; di questa situazione non pu&amp;ograve; essere attribuita soltanto alle scelte dei governi nazionali. Una parte non trascurabile di responsabilit&amp;agrave; grava su scelte pi&amp;ugrave; attente ad esigenze localistiche che all&amp;#39;interesse del sistema universitario toscano nel suo complesso, scelte molte volte irragionevoli e nocive promosse, o quantomeno non sufficientemente contrastate, dai vertici degli atenei toscani. Un processo di razionalizzazione del sistema universitario regionale pu&amp;ograve; certamente avvenire, con il contributo fondamentale delle istituzioni regionali ma sempre nel quadro di un rigoroso rispetto dell&amp;#39;autonomia universitaria. Soprattutto un eventuale ingresso della Regione come attore nella &lt;i&gt;governance&lt;/i&gt; del nostro Ateneo deve avvenire secondo un percorso trasparente e ampiamente condiviso, e non come frutto di operazioni di vertice. Ogni eventuale progetto deve essere tempestivamente reso pubblico e fatto oggetto di ampia discussione nei Consigli di Facolt&amp;agrave; prima che qualsiasi decisione venga adottata dagli Organi di Governo dell&amp;rsquo;Ateneo.&lt;/font&gt; &lt;/font&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Per l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Firenze si prolunga il periodo di sacrifici e difficolt&amp;agrave;, durante il quale saranno indispensabili scelte dolorose, in vista delle quali l&amp;rsquo;attuale dirigenza appare inadeguata per motivi di opportunit&amp;agrave; e di sostanza. Innanzitutto perch&amp;egrave; a Firenze l&amp;rsquo;emergenza generata dai tagli effettuati dal Governo &amp;egrave; stata resa pi&amp;ugrave; drammatica da scelte sbagliate effettuate a livello locale negli anni passati. In secondo luogo perch&amp;egrave; la nostra Universit&amp;agrave; si trova a prendere decisioni strategiche per il suo futuro con un Rettore il cui mandato scade tra pochi mesi.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt; &lt;/font&gt;&lt;br&gt; &lt;br&gt;&lt;b&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0000ff&quot; face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Per tutti questi motivi, considerata la situazione di emergenza che l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Firenze si trova ad affrontare, i ricercatori chiedono che, in vista delle prossime elezioni per il nuovo Rettore, tutti i candidati manifestino fin da ora pubblicamente le loro intenzioni, indicando le linee programmatiche che intendono seguire per la soluzione della crisi finanziaria dell&amp;rsquo;Ateneo e per la riforma della &lt;i&gt;governance&lt;/i&gt; del sistema universitario toscano. E&amp;rsquo; indispensabile avviare al pi&amp;ugrave; presto il percorso verso la scelta di una nuova dirigenza che, forte di un consenso rinnovato, possa guidare il nostro Ateneo verso il necessario rilancio.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Per firmare l&amp;#39;appello cliccare sul seguente link: &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://firmiamo.it/appelloricercatoriunifi&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#0066cc&quot;&gt;http://firmiamo.it/appelloricercatoriunifi&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>La crisi dell'Università - Prof. Rogari 07/11/08</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/La+crisi+dell%27Universit%C3%A0+-+Prof.+Rogari+07%2F11%2F08</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/La+crisi+dell%27Universit%C3%A0+-+Prof.+Rogari+07%2F11%2F08</guid><pubDate>Fri, 14 Nov 2008 00:10:59 CST</pubDate><description> 			&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;di Sandro Rogari&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;br&gt;Intervento al consiglio comunale aperto&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;I guai che vengono da lontano&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt; &lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;La crisi dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; italiana si &amp;egrave; aggravata negli ultimi tempi, ma viene di lontano. Viene dalle conseguenze del &amp;rsquo;68. Non perch&amp;eacute; allora l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; non andasse riformata. Ma perch&amp;eacute; non fu fatto. Tutto ci&amp;ograve; che i governanti di allora hanno saputo fare per rispondere alle richieste di milioni di giovani diplomati che premevano per accedere agli studi universitari fu di aprire gli accessi a tutti i diplomati. Siamo nel 1969, non propriamente ieri. Il provvedimento era necessario perch&amp;eacute; rispondeva all&amp;rsquo;esigenza di un&amp;rsquo;istruzione superiore diffusa di una societ&amp;agrave; industriale. Ma non poteva essere preso come unico provvedimento di adattamento alla nuova domanda. Fu pura demagogia. Infatti, manc&amp;ograve; per altri undici anni, fino al 1980, la riforma dello stato giuridico dei docenti, mentre le figure dei precari si moltiplicavano. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Comunque, per restare alla docenza, quando arriv&amp;ograve; la 382/1980 era tardi. I buoi erano gi&amp;agrave; scappati dalla stalla. I sistemi di selezione erano stati sconvolti per non dire azzerati (vedi la morte della tanto deprecata, allora, e poi tanto rimpianta libera docenza) e le nuove figure giuridiche create dalla legge del 1980, ossia il ricercatore e il professore associato, furono per un altro decennio o quasi un contenitore utile a sistemare figure diverse di precari che ormai erano entrati nelle aule universitarie, che non erano pi&amp;ugrave; di giovane et&amp;agrave; e che rivendicavano a gran voce la stabilizzazione, ossia il ruolo. Che puntualmente arriv&amp;ograve; quasi per tutti, perch&amp;eacute; la procedura inventata dalla legge, ossia il giudizio di idoneit&amp;agrave; a numero aperto, era il migliore sistema per non negare il posto quasi a nessuno. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Questo magari, se i politici hanno voglia di fare tesoro dell&amp;rsquo;esperienza passata, potrebbe essere preso a memento per la riforma dei concorsi. Bella cosa l&amp;rsquo;idoneit&amp;agrave; nazionale che sostituisca il localismo dei corsi, ma se non si combina col numero chiuso &amp;egrave; tempo perso e dar&amp;agrave; risultati pessimi. Passeranno tutti o quasi e non ci sar&amp;agrave; vera selezione. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Poi manc&amp;ograve; un ripensamento sul fatto, ovvio, che se l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; doveva essere di massa, come doveva, dovevano anche essere pensate le scuole d&amp;rsquo;elite. La richiesta di professionalit&amp;agrave; e competenze alte, per le funzioni pubbliche come per quelle private, era un fatto altrettanto ineludibile. Non se ne parl&amp;ograve; neanche. Immaginate nell&amp;rsquo;Italia degli anni &amp;rsquo;70, con l&amp;rsquo;egualitarismo trionfante, parlare di scuole per pochi meritevoli? Qualcuno che si azzard&amp;ograve; a dire che il paese aveva bisogno anche di selezionare alte competenze, come accadeva nei grandi paesi industriali, di qua e di l&amp;agrave; dell&amp;rsquo;Atlantico, fu tacciato da bieco reazionario difensore di oscuri privilegi di classe della borghesia impenitente. Se il dirigente doveva guadagnare come l&amp;rsquo;operaio e il professore come l&amp;rsquo;impiegato, figurarsi se si poteva parlare di selezione per pochi, anche se rigorosamente per meriti. Cos&amp;igrave; &amp;egrave; iniziata la lunga deriva al ribasso. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Intendiamoci, i rimedi all&amp;rsquo;italiana ci sono stati. Qualche scuola e qualche Facolt&amp;agrave; ha cercato di tenere botta, sostenute dalle antiche tradizioni. Ma &amp;egrave; mancato un programma e una politica organica perch&amp;eacute; andavano contro agli &lt;i&gt;idola tribus &lt;/i&gt;di quella stagione. E le conseguenze ce le portiamo dietro. Ancor oggi non si pu&amp;ograve; pensare ad una Universit&amp;agrave; cui ci si iscrive perch&amp;eacute; si frequenta facendo il mestiere per il quale si &amp;egrave; fatto domanda, ossia lo studente. La frequenza continua a non essere obbligatoria nella maggioranza dei corsi: retaggio post sessantottino che pare essere inamovibile. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;La finzione dell&amp;rsquo;autonomia&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt; &lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Ma per non dilungarci troppo, arriviamo a tempi pi&amp;ugrave; vicini a noi. Partiamo dagli anni &amp;rsquo;90, dall&amp;rsquo;introduzione dell&amp;rsquo;autonomia delle Universit&amp;agrave;. Semplificando e tenendo presente che si trattava dell&amp;rsquo;applicazione tardiva di un dettato costituzionale, l&amp;rsquo;autonomia signific&amp;ograve; che le Universit&amp;agrave; avrebbero ricevuto una dotazione annua comprensiva di tutte le spese di gestione. Gli stipendi al personale, docente e tecnico amministrativo, non sarebbero pi&amp;ugrave; stati pagati dal Tesoro, bens&amp;igrave; dall&amp;rsquo;amministrazione della singola Universit&amp;agrave; beneficiaria del Fondo di dotazione ordinaria. Nel 1993 fu fatta la fotografia dell&amp;rsquo;organico e venne conferita dallo stato un&amp;rsquo;assegnazione corrispondente. In realt&amp;agrave;, nel momento in cui le Universit&amp;agrave; fotografavano l&amp;rsquo;organico per consolidare la dotazione agli occhi del Tesoro, questo diveniva virtuale. Perch&amp;eacute; da allora in poi le Universit&amp;agrave; avrebbero potuto gestirselo come volevano. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Finiva la prassi di fare il solco nei corridoi del ministero per avere un posto in pi&amp;ugrave;. Le Universit&amp;agrave; e quasi sempre, di fatto, le Facolt&amp;agrave; avrebbero gestito in autonomia il proprio organico. Un professore andava in pensione? Bene si poteva rimpiazzare ovvero sopprimere il posto per crearne un altro in altro settore, in autonomia. In astratto, era introdotto un sistema molto pi&amp;ugrave; flessibile ed elastico, oltre che molto pi&amp;ugrave; rispondente alle esigenze mutevoli della ricerca scientifica. In concreto, era un sistema che trasferiva una grossa fetta di responsabilit&amp;agrave; alle Universit&amp;agrave; nell&amp;rsquo;amministrare se stesse, ma non trasferiva i corollari dell&amp;rsquo;autonomia. Ossia la capacit&amp;agrave; di competere nell&amp;rsquo;offerta, ma anche nella domanda, ossia di mettersi in concorrenza e di programmare le proprie politiche a medio/lungo termine. Perch&amp;eacute;, di anno in anno, lo stato trasferiva una somma che, in teoria, avrebbe dovuto essere aggiornata sulla base degli oneri maggiorati degli stipendi e dei costi inflazionati degli altri servizi. Gli stipendi, infatti, e relativi aumenti venivano decisi al centro, ossia dal governo o, su base contrattuale, per il personale tecnico amministrativo, e alle Universit&amp;agrave; non restava che aspettare che il fondo annuale venisse adeguato. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;La crisi finanziaria&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt; &lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Finch&amp;eacute; questo &amp;egrave; avvenuto, le Universit&amp;agrave; hanno potuto presentare bilanci in pareggio ed anche in surplus. Poi dal 2001 il meccanismo si &amp;egrave; rotto. La crisi crescente della finanza pubblica, complice l&amp;rsquo;euro (senza avercela con l&amp;rsquo;euro, sia chiaro, che era una scelta obbligata per l&amp;rsquo;Italia), ha avuto tante conseguenze fra le quali lasciare le Universit&amp;agrave; dentro un&amp;rsquo;autonomia (monca) che non era pi&amp;ugrave; un beneficio, ma una camicia di Nesso. Gli aumenti stipendiali del personale correvano, i costi dei servizi aumentavano, ma la dotazione restava al palo. Anche perch&amp;eacute; i nostri governanti hanno pensato bene di moltiplicare le sedi universitarie. Quando &amp;egrave; stata introdotta l&amp;rsquo;autonomia le Universit&amp;agrave; erano poco pi&amp;ugrave; di quaranta. Oggi sono pi&amp;ugrave; che raddoppiate e la torta da distribuire &amp;egrave; sempre la stessa. Conseguenza: nuove Universit&amp;agrave; nate spesso solo per soddisfare le esigenze clientelari di qualche politico e delle quali lascio immaginare il livello e la qualit&amp;agrave; della formazione erogata hanno drenato risorse sottraendole alle Universit&amp;agrave; maggiori e di antica tradizione sulle quali fa leva la capacit&amp;agrave; del paese di formare professionisti e ricercatori di livello. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Cos&amp;igrave; siamo andati avanti di anno in anno, sempre con la speranza che l&amp;rsquo;anno dopo il governo avrebbe riconosciuto che la situazione non era sostenibile e che avrebbe coperto almeno gli oneri maggiorati per gli aumenti stipendiali, per restare sempre delusi e tirare sempre di pi&amp;ugrave; la cinghia. Insomma, il sistema era cambiato, ma solo a met&amp;agrave;, o anche meno della met&amp;agrave; e la parte mezza vuota del bicchiere prevaleva su quella mezza piena. In un sistema universitario veramente autonomo le singole Universit&amp;agrave; sono in competizione vera. La pi&amp;ugrave; prestigiosa attira pi&amp;ugrave; fondi per la ricerca da privati perch&amp;eacute; ha i ricercatori migliori. Questi sono meglio retribuiti perch&amp;eacute; le famiglie sono disposte a pagare contributi universitari pi&amp;ugrave; alti perch&amp;eacute; la figlia o il figlio prenda il titolo di studio in una Universit&amp;agrave; di prestigio, piuttosto che in una di seconda o terza categoria. E la laurea conseguita non ha valore giuridico, ma &amp;egrave; apprezzata perch&amp;eacute; &amp;egrave; conferita da una Universit&amp;agrave; rinomata che tiene fede alla propria fama. Questa &amp;egrave; la vera autonomia. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Ma figurarsi! Siamo riusciti nel capolavoro di un&amp;rsquo;autonomia che non &amp;egrave; autonomia perch&amp;eacute; tutto si decide al centro, mentre la povera Universit&amp;agrave; &amp;egrave; una cirenea che si deve assumere tutti gli oneri, oltre che tutte le colpe, senza potere muovere praticamente niente. In questo sono comprese le tasse universitarie perch&amp;eacute;, comunque, non possono essere aumentate oltre la soglia del 20% del Fondo di dotazione. In parole povere, il centro, ossia il governo decide gli aumenti, cio&amp;egrave; quanto l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; deve spendere per gli stipendi, decide quanto dare alle Universit&amp;agrave; e decide anche quanto pu&amp;ograve; incassare di contributi studenteschi. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Allora, nella cosiddetta autonomia, l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; che decide? Quasi nulla. Per lo pi&amp;ugrave; subisce. Decide se attivare un posto di ricercatore o di professore in un settore piuttosto che in un altro, e poco pi&amp;ugrave;. Ma anche questa autonomia si sta esaurendo in assenza di risorse. Comunque, manca la sostanza dell&amp;rsquo;autonomia: la capacit&amp;agrave; di competere nell&amp;rsquo;offerta e nella domanda e la possibilit&amp;agrave; di sviluppare politiche di vera programmazione pluriennale su progetti di sviluppo.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;I&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt; concorsi localistici&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt; &lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Poi, siccome il detto &amp;ldquo;piove governo ladro&amp;rdquo; non ha fondamento, ma &amp;egrave; vero che il ceto politico intanto che costruiva questo ircocervo che lo deresponsabilizzava riusciva ad inventare un ulteriore motivo di affossamento dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave;, nel &amp;rsquo;98 &amp;egrave; arrivata la nuova normativa dei concorsi. Si scopre candidamente che da ben sei anni, dal &amp;rsquo;92, concorsi di professore, associato e ordinario, non se ne fanno. C&amp;rsquo;era da costruire l&amp;rsquo;autonomia, si diceva; le Universit&amp;agrave; dovevano fare i nuovi statuti e poi i concorsi centralistici banditi dal ministero, quelli della 382/1980, non andavano pi&amp;ugrave; bene. Risparmio al lettore l&amp;rsquo;infinita serie di interventi, proposte, chiose, postille, aggiunte e comparazioni con riferimento ai pi&amp;ugrave; strampalati esempi di sistemi concorsuali di altri paesi che hanno affollato le colonne della stampa quotidiana e periodica negli anni &amp;rsquo;90. Il tutto condito col tradizionale provincialismo italico del come sono bravi loro e come siamo arretrati noi. Arrivo al risultato finale che sintetizzo cos&amp;igrave;: i concorsi sarebbero stati banditi dalle singole universit&amp;agrave;; le commissioni sarebbero state formate su base puramente elettiva e gli idonei abilitati sarebbero stati tre per le prime tornate concorsuali, poi due, anche se il posto bandito era uno. Le Universit&amp;agrave; avevano la possibilit&amp;agrave; di non chiamare a coprire il posto se fra gli idonei non c&amp;rsquo;era nessuno con un profilo scientifico/didattico coerente con le esigenze della Facolt&amp;agrave;. In chiaro, se non c&amp;rsquo;era nessun idoneo gradito. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Bastava la fantasia di un bambino per immaginare cosa sarebbe successo. Intanto che le commissioni sarebbero state il frutto dello scambio di favori fra i professori: io faccio idoneo il tuo allievo e tu fai idoneo il mio. E&amp;rsquo; inutile scandalizzarsi. Con questo sistema, l&amp;rsquo;idoneit&amp;agrave; &amp;egrave; a portata di mano e le pressioni interne degli allievi, ricercatori e associati, sugli ordinari diventano irresistibili, per il semplice motivo che l&amp;rsquo;ordinario deve difendere la bandiera della propria scuola e se vanno avanti gli allievi degli altri debbono andare avanti anche i suoi allievi. Poi perch&amp;eacute;, quale che sia il suo pensiero, nei fatti l&amp;rsquo;ordinario con i suoi allievi ci vive e ci lavora tutti i giorni. Non &amp;egrave; proprio nelle condizioni migliori per dire ai propri collaboratori che non meritano la promozione. Voglia o non voglia, si deve dare da fare per promuoverli. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;La stampa e l&amp;rsquo;opinione pubblica gridano a gran voce: non siete virtuosi, siete clientelari o peggio. Ma si dimentica il principio fondante del costituzionalismo moderno: le garanzie legislative servono per impedire gli abusi di potere. Se la norma &amp;egrave; fatta apposta per favorirli non si pu&amp;ograve; chiedere a chi di essa si deve avvalere di essere virtuoso. E&amp;rsquo; come chiedere di restare santo mentre si viene tentati. Ci si pu&amp;ograve; anche riuscire, ma non vedo a che titolo si chieda ai professori di essere santi. Detto ci&amp;ograve;, con questi concorsi il bravo e meritevole passa, ma col seguito della zavorra che avrebbe dovuto rimanere al palo. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Ma i guai non sono finiti. Pensiamo ai numeri. Ogni concorso produceva prima tre idonei, poi due. L&amp;rsquo;ordinario virtuoso (ce ne sono in giro, checch&amp;eacute; se ne pensi) riesce a fare promuovere l&amp;rsquo;allievo bravo. Ma poi dietro s&amp;rsquo;infila anche qualcun altro come secondo idoneo che avrebbe dovuto studiare e produrre qualcosa di scientificamente valido per meritare la promozione. Che si fa? Lo si lascia al palo facendogli scadere l&amp;rsquo;idoneit&amp;agrave; senza chiamarlo, quando una commissione ha stabilito che merita l&amp;rsquo;avanzamento di carriera? In astratto, &amp;egrave; possibile. In concreto, la pressione dell&amp;rsquo;idoneo sull&amp;rsquo;ordinario (che ci deve convivere con quell&amp;rsquo;idoneo) perch&amp;eacute; interceda e sul preside e sul rettore perch&amp;eacute; provvedano diviene irresistibile. E con buona ragione degli interessati che l&amp;rsquo;idoneit&amp;agrave; l&amp;rsquo;hanno ottenuta e capita anche che siano bravi. Se poi questa &amp;egrave; il prodotto di un sistema sballato, di chi la colpa? A che titolo negare all&amp;rsquo;idoneo la chiamata se con l&amp;rsquo;autonomia le Universit&amp;agrave; possono attivare posti nuovi? &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Ecco perch&amp;eacute; le Universit&amp;agrave; ci hanno messo del loro nel fare lievitare i costi del personale, facendo aumentare il numero e la posizione giuridica dei professori. Chi pi&amp;ugrave; e chi meno. Ma mi si conceda che &amp;egrave; una responsabilit&amp;agrave; veniale, indiretta e residuale rispetto alla grave responsabilit&amp;agrave; di un ceto politico (fatto anche di professori che sapevano bene dove si andava a parare) che ha introdotto questi meravigliosi marchingegni. Dico genericamente ceto politico perch&amp;eacute; chi ha avuto la pazienza di seguirmi fino a qui ed ha collegato le date delle norme con i governi in carica si &amp;egrave; accordo che nella chiamata di correo ci stanno a pari merito le maggioranze di centro destra e quelle di centro sinistra e relativi ministri che si sono susseguiti. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;i&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;La riforma didattica&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt; &lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Veniamo alla didattica. Anche su questo terreno i guai creati dal legislatore non sono stati pochi. Col DM 509/1999 &amp;egrave; stato completamente riformato il sistema dell&amp;rsquo;istruzione universitaria. Col DM 270/2004 &amp;egrave; stato ulteriormente aggiustato. Quasi tutte le Universit&amp;agrave; sono partite con la nuova formula del 3+2, ossia del corso che conferisce il titolo di laurea triennale seguito, per chi vuole, dalla laurea specialistica, nell&amp;rsquo;anno accademico 2001-2002. Ora lo stiamo rivedendo. L&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; di Firenze &amp;egrave; fra le poche in Italia che, a partire dall&amp;rsquo;anno accademico 2008-2009, ha riformato la quasi totalit&amp;agrave; della propria offerta formativa per superare le storture del sistema. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Quali? Il discorso sarebbe lungo, ma cerchiamo di focalizzare le questioni chiave. Partendo da una premessa: la riforma era necessaria. Anzitutto, perch&amp;eacute; il fenomeno dei fuori corso era diventato endemico, mentre ora si &amp;egrave; drasticamente abbassato e questo &amp;egrave; stato l&amp;rsquo;aspetto positivo della riforma. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Come dicevo in apertura, l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; continuava ad essere, con poche correzioni, quella di Gentile, almeno nell&amp;rsquo;organizzazione della didattica, nonostante la 382/1980, mentre il servizio erogato non era pi&amp;ugrave; per pochi eletti, bens&amp;igrave; per milioni di studenti. Quindi si doveva riformare. I guai sono sorti perch&amp;eacute; si &amp;egrave; preferito rivoluzionare invece di riformare, ossia invece di aggiustare e rettificare il tiro sulla base di un impianto che non doveva essere liquidato, come &amp;egrave; stato fatto. Le rivoluzioni hanno il brutto vizio di buttare via il bambino con l&amp;rsquo;acqua sporca, come puntualmente &amp;egrave; avvenuto e ne abbiamo pagato lo scotto. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; stato un eccesso di &lt;i&gt;esprit de&lt;/i&gt;&lt;i&gt; syst&amp;egrave;me&lt;/i&gt; nel cambiamento. Questi i dettami del legislatore. Tutti i corsi di primo livello, salvo quelli a ciclo unico, dovevano essere triennali. Tutti i corsi triennali dovevano rispondere contemporaneamente ad obiettivi formativi e professionalizzanti perch&amp;eacute; dovevano essere un ciclo potenzialmente esaustivo. La laurea specialistica, ossia il biennio che segue al triennio, doveva essere per pochi. Tutti i corsi di studio, triennali compresi, dovevano attivare rapporti organici con il mondo del lavoro. Insomma, il sistema &amp;egrave; stato riformato al motto che i corsi debbono essere tutti uguali, nella durata e negli obiettivi. Cos&amp;igrave; un corso triennale di filosofia, per definizione eminentemente formativo, doveva essere architettato come un corso di servizio sociale, ex diploma universitario divenuto corso di laurea triennale, che per definizione &amp;egrave; altamente professionalizzante, tanto per fare un esempio. A forzare dentro la gabbia dell&amp;rsquo;uguaglianza i diversi, che non per questo stanno in una scala gerarchica di superiori e inferiori, ma semplicemente rispondono ad esigenze e aspettative differenti, si combinano guai. Purtroppo &amp;egrave; consuetudine confondere l&amp;rsquo;uguaglianza con il rispetto della diversit&amp;agrave; e della pari dignit&amp;agrave;. Le conseguenze sono state sempre negative. Nello specifico sono nati ibridi che accumulavano contraddizioni interne.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Poi i professori ci hanno messo del loro con la moltiplicazione dei corsi che, in teoria, dovevano rispondere alle infinite sfaccettature e richieste del mondo del lavoro e, talora, rispondevano solo alle esigenze dei potentati interni all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave;; con la moltiplicazione degli esami per soddisfare professori, spesso improvvisati, in contraddizione col fine che si voleva raggiungere, ossia ridurre i fuori corso (anche se, come dicevo, nonostante tutto, questo obiettivo &amp;egrave; stato in parte raggiunto); con la lotta sui crediti per esame perch&amp;eacute; pi&amp;ugrave; erano numerosi e pi&amp;ugrave; l&amp;rsquo;insegnamento e quindi il professore erano importanti e via dicendo. Anche questa volta la norma ha alimentato le debolezze umane invece di contenerle, anche se, in questo caso, le responsabilit&amp;agrave; della classe docente sono state maggiori. Ora abbiamo cercato di rimediare. Speriamo bene.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;&lt;i&gt;La morte annunciata dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; pubblica: il DL 25 giugno 2008, n. 112&lt;/i&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;br&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Ora arriva il bello, &lt;i&gt;dulcis in fundo&lt;/i&gt;. Il DL 25 giugno 2008 n. 112 test&amp;eacute; convertito in legge d&amp;agrave; l&amp;rsquo;ultimo colpo all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; pubblica e questa volta pu&amp;ograve; essere mortale. Lo spirito e gli intenti del provvedimento sono volti ad effettuare risparmi drastici sulla spesa pubblica, soprattutto grazie alla riduzione del personale: 36 miliardi in tre anni. Per l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; vale la regola che per assumere due persone, a qualsiasi livello o ruolo, ne debbono essere uscite dieci. Si badi bene, nemmeno un ricercatore a fronte di un ordinario che va in pensione e che costa all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; tre volte tanto. Non contano le risorse liberate, contano i numeri. Prima conseguenza: si uccide una generazione di giovani bravi che per vedere riconosciuto il loro merito scientifico e lavorare nella ricerca dovranno espatriare. Col risultato che la ricerca italiana, che gi&amp;agrave; &amp;egrave; da sempre sottofinanziata, perder&amp;agrave; le risorse umane migliori ancor pi&amp;ugrave; di quanto non accada ora. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Seconda conseguenza: le Universit&amp;agrave; saranno poste di fronte al dilemma, per quei due posti su dieci: o immetto un giovane o promuovo un ricercatore o associato in carica. Pensate che le Universit&amp;agrave; potranno continuare a lungo a resistere alla pressione degli interni che aspirano, spesso giustamente, ad avanzamenti di carriera? Allora si torna al punto. Ben difficilmente le Universit&amp;agrave; utilizzeranno quei due posti su dieci per giovani esterni, perpetuando il male degli anni passati del favore dato alle promozioni interne. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Ma non &amp;egrave; finita qui. Il peggio viene ora. Contestualmente la legge prevede la progressiva riduzione del Fondo di finanziamento ordinario alle Universit&amp;agrave;: dell&amp;rsquo;1% nel 2009 per salire fino al 7% del Fondo attuale nel 2013. Come dicevo prima, questo comporta anche, a cascata, la riduzione dei contributi studenteschi che non possono superare il 20% del Fondo conferito all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave;. Se facciamo un po&amp;rsquo; di conti e sommiamo la riduzione della dotazione, la riduzione del gettito delle tasse universitarie e l&amp;rsquo;aumento presunto dei costi (personale, manutenzione, servizi e altro) vale la ragionevole previsione che nei cinque anni che ci dividono dal 2013 il sistema universitario nazionale perder&amp;agrave; circa il 40% delle risorse disponibili. E sto basso, presupponendo che l&amp;rsquo;inflazione non superi il 4% annuo. In parole povere, &amp;egrave; come dire: oggi il sistema &amp;egrave; sottofinanziato e in affanno; allora nei prossimi anni ti sottofinanzio ulteriormente fino a strangolarti. Nel 2007, diciannove Universit&amp;agrave; avevano sforato la soglia del 90% della dotazione ordinaria per pagare gli stipendi. Nel 2008 il numero delle Universit&amp;agrave; che hanno superato questa soglia del 90% sono salite a 30. Questo &amp;egrave; avvenuto prima dei tagli del decreto del 25 giugno. Ci&amp;ograve; fa prevedere che nel 2013 e anche prima tutte le Universit&amp;agrave; avranno sforato la soglia e saranno al collasso, salvo forse qualche piccolissima, di recente istituzione, e qualche Politecnico che, avendo poco personale, riusciranno a sopravvivere.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Quale il rimedio proposto dal decreto? Che le Universit&amp;agrave; si trasformino in Fondazioni. E&amp;rsquo; un modo di dire: lo stato non ha i soldi per mantenervi e quindi trovate le risorse presso la societ&amp;agrave; civile, fatevele dare dai privati. Ma non funziona. Premetto, anzitutto, che il sistema dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; pubblica nella quale ci siamo formati ed abbiamo operato e che dall&amp;rsquo;unit&amp;agrave; nazionale ha svolto egregiamente i propri compiti in condizioni spesso difficili non si liquida con un comma di un articolo di un decreto finanziario. E&amp;rsquo; una questione fondamentale e di enorme portata per il paese che deve essere affrontata con i dovuti riguardi e approfondimenti, ponderandone tutte le conseguenze, soprattutto sostanziali, e non semplicemente con uno scarico di responsabilit&amp;agrave; del potere politico. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Semmai si deve partire da una riflessione sul servizio pubblico erogato dalle Universit&amp;agrave;, sulle relative ricadute sullaulleriflessionebblico erogato dalle Universit&amp;agrave; e delle relativedei contributi studenteschi che non possono superare il 20% del societ&amp;agrave; civile e sulle sue potenzialit&amp;agrave; di progresso civile, scientifico e tecnologico del paese. Ma a parte questa premessa, che a me pare fondamentale, la soluzione della Fondazione non funziona per svariati motivi. I seguenti, soprattutto.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Primo: si tratterebbe di una riforma radicale del sistema universitario che, pur volendo raggiungere l&amp;rsquo;obiettivo del forte finanziamento esterno, richiede in premessa il risanamento con risorse pubbliche. Un corpo al collasso finanziario non pu&amp;ograve; affrontare una grande trasformazione, come dimostra l&amp;rsquo;esperienza francese che ha previsto il rifinanziamento a suon di miliardi di euro prima di avviare il percorso di riforma. Continuare a pensare di fare colossali riforme a costo zero &amp;egrave; un vezzo dei politici italiani (di tutte le maggioranze), ma non corrisponde alla realt&amp;agrave; delle cose. Di fatto, si dice al malato che &amp;egrave; gi&amp;agrave; attaccato alla maschera di ossigeno, te la tolgo e te la fai dare da qualcun altro. Nel frattempo il malato muore e l&amp;rsquo;ossigeno non serve pi&amp;ugrave;.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Secondo: nella cultura diffusa nella societ&amp;agrave; civile italiana e, nello specifico, di quanti in essa sono detentori di risorse finanziarie che possono imboccare la via del finanziamento dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; (Fondazioni bancarie, Camere di Commercio, singole imprese) l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; svolge un servizio pubblico e come tale deve essere sostenuto dalla finanza pubblica. Personalmente condivido questa considerazione. Ma, prescindendo dalle valutazioni personali, dobbiamo prendere atto che non &amp;egrave; diffusa nella societ&amp;agrave; italiana la mentalit&amp;agrave; che l&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; debba essere sostenuta come sistema, con tutte le sue implicazioni e quindi anche i costi di gestione ordinaria, dai privati. Finanza e impresa possono finanziare, pi&amp;ugrave; o meno generosamente, specifici progetti di ricerca, soprattutto se rientrarono nel loro campo d&amp;rsquo;interesse e/o negli ambiti previsti dai rispettivi statuti. Ma non hanno alcuna disponibilit&amp;agrave; a cofinanziare i costi del sistema. Non lo considerano affare loro e per molti non sarebbe neppure possibile in termini statutari. Non si pu&amp;ograve; trasferire un modello americano dove la tradizione e la mentalit&amp;agrave; sono del tutto diverse solo mettendo in decreto che i finanziamenti saranno detassati. Non basta. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Terzo: mi permetto di entrare nel merito. La formazione e la ricerca debbono svolgersi a 360&amp;deg; per rispondere alle esigenze generali di progresso del paese. A questo serve il modello di Universit&amp;agrave; generalista dove si fa ricerca umanistica e biomedica; ricerca scientifica, tecnologica e nelle scienze sociali. Lo stesso vale per i processi formativi che non possono essere orientati solo sui versanti scientifici e tecnologici senza occuparsi della formazione di giovani che sappiano comprendere i problemi del mondo contemporaneo, ovvero avere consapevolezza della tradizione storica e letteraria del proprio paese, tanto per fare un paio di esempi. Ma questo &amp;ldquo;interesse generale&amp;rdquo; per definizione pu&amp;ograve; essere percepito e sostenuto dallo stato, non dal singolo, banca o azienda che sia, che per definizione risponde a interessi particolari o di settore o semplicemente ai detentori del capitale sociale. Questo &amp;egrave; il motivo per cui, di fondo, il processo delle privatizzazioni se risponde a necessit&amp;agrave; e talora ad opportunit&amp;agrave; nelle attivit&amp;agrave; economiche sarebbe non risolutivo della crisi oltre che deleterio sul versante delle Universit&amp;agrave;.&lt;/font&gt;&lt;/font&gt; &lt;i&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Qualche proposta&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/i&gt; &lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Per giungere ad una conclusione e per rispondere al principio aureo che, se si critica, bisogna anche proporre in positivo, avanzo qualche suggerimento. Prima soluzione: mi piace meno, ma ha una sua coerenza. Il governo chiude la partita dell&amp;rsquo;autonomia che autonomia non &amp;egrave;; fa riassumere al Tesoro l&amp;rsquo;onere degli stipendi universitari e al ministero della Pubblica Istruzione la gestione dei ruoli. Com&amp;rsquo;&amp;egrave; stato fino a quindici anni fa. Tutta l&amp;rsquo;operazione andrebbe contro la riorganizzazione federale dello stato in atto e ancor pi&amp;ugrave; contro il principio del federalismo fiscale, ma almeno servirebbe ad uscire dall&amp;rsquo;ipocrisia di un&amp;rsquo;autonomia dichiarata e nella sostanza negata, col corollario del centralismo esasperato delle circolari ministeriali diramate a giorni alterni per stabilire anche le ore di veglia e di sonno di studenti e professori. Almeno sarebbe un&amp;rsquo;assunzione di responsabilit&amp;agrave; del governo nei tagli e nella riduzione del personale: si occuperebbe direttamente dei risparmi. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Seconda soluzione: l&amp;rsquo;autonomia diviene una cosa seria e veramente attuata. Il valore legale del titolo di studio viene abolito. Le Universit&amp;agrave; entrano in vera concorrenza ed hanno il governo reale e totale delle proprie attivit&amp;agrave; e risorse. Intendo: definiscono una politica di sviluppo di medio/lungo periodo; governano la leva delle entrate, contributi studenteschi compresi, in relazione ai servizi dati, salvo ad essere obbligate a conferire borse di studio ai meritevoli a basso reddito; premiano o penalizzano i docenti nella busta paga in relazione alla produttivit&amp;agrave;; riformano i propri statuti e si danno organi di gestione pi&amp;ugrave; efficienti. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Un tempo, nell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave;, che era assolutamente pubblica, esistevano i premi di produttivit&amp;agrave; scientifica. Erano poca cosa, ma nessuno si scandalizzava che venissero conferiti come segno di riconoscimento del lavoro svolto dal ricercatore meritevole. Dunque mi chiedo, perch&amp;eacute; mai chi non produce nulla da anni deve ricevere lo stipendio di chi d&amp;agrave; un valido contributo alla ricerca? Al solito il principio sacrosanto della pari dignit&amp;agrave; della ricerca e dell&amp;rsquo;insegnamento, senza distinzione di ambito, viene sostituito il principio dell&amp;rsquo;uguaglianza imposta ai diversi: a parit&amp;agrave; di ruolo e di anzianit&amp;agrave;, lo stipendio deve essere uguale. Ma perch&amp;eacute; mai, se un ricercatore concorre all&amp;rsquo;avanzamento scientifico ed un altro ripete in aula quello che ha imparato vent&amp;rsquo;anni prima senza innovare? Perch&amp;eacute; una famiglia facoltosa che vuole fare formare il figlio in una Universit&amp;agrave; di prestigio deve spendere come la famiglia che si accontenta di una Universit&amp;agrave; di terza categoria. Sempre fatti salvi e garantiti meriti e capacit&amp;agrave; economica con adeguate borse di studio. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Mi fermo qui. Ricordo solo, in conclusione, che anche se i politici di tutte le maggioranze che si sono susseguite nelle ultime legislature hanno pensato bene di moltiplicare le sedi universitarie, le Universit&amp;agrave; che realmente producono ricerca, erogano formazione di alta qualit&amp;agrave; e garantiscono l&amp;rsquo;avanzamento scientifico e tecnologico del paese sono ben poche. Si contano sulle dita di due mani, al massimo di tre. E quasi sempre sono quelle in condizioni finanziarie peggiori perch&amp;eacute; hanno pi&amp;ugrave; personale e maggiori costi, anche per il semplice motivo che hanno fatto il loro mestiere. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Ormai ancora una volta i buoi sono scappati dalla stalla e le Universit&amp;agrave; che sono state create per grazia del potentato politico locale resteranno in piedi. Continueranno a dare formazione di scarsa qualit&amp;agrave; e a non produrre alcun prodotto scientifico degno di questo nome. Ma almeno cerchiamo di impedire che questo sistema, di uguaglianza imposta a chi uguale non &amp;egrave; e di autonomia fasulla di chi autonomo non, non &amp;egrave; finisca per uccidere chi il proprio mestiere lo fa egregiamente. Liberiamo finalmente le energie di chi ce l&amp;rsquo;ha ed &amp;egrave; costretto in una gabbia assurda di vincoli e paletti. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Se ci piace tanto guardarci attorno, in Europa ed oltre Atlantico, scopriamo la diffusione della regola banale che in tutti i paesi ci sono Universit&amp;agrave; di tante categorie e che nessuno ha la pretesa di dire che sono tutte uguali e che debbono tutte essere sottoposte alle stesse regole. Si cresce e si diventa grandi non grazie ad un&amp;rsquo;uguaglianza imposta, quando non c&amp;rsquo;&amp;egrave;, bens&amp;igrave; nella pari dignit&amp;agrave; della riconosciuta diversit&amp;agrave;. Ognuno faccia il suo, in completa autonomia e poi cresca, se ci riesce, se &amp;egrave; piccolo; si consolidi come Ateneo di prima grandezza, se ci riesce, se gi&amp;agrave; lo &amp;egrave;. Ma sapendo di potere usare tutte le leve della finanza, dell&amp;rsquo;innovazione, della ricerca e della formazione utili ai fini della crescita e mantenendo la consapevolezza che la funzione dell&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; &amp;egrave; pubblica e risponde all&amp;rsquo;interesse generale del paese. &lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Rapporto OECD sull'istruzione</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Rapporto+OECD+sull%27istruzione</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Rapporto+OECD+sull%27istruzione</guid><pubDate>Fri, 07 Nov 2008 07:50:01 CST</pubDate><description>&lt;br&gt;vedere &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.oecd.org/document/9/0,3343,en_2649_39263238_41266761_1_1_1_1,00.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.oecd.org/document/9/0,3343,en_2649_39263238_41266761_1_1_1_1,00.html&lt;/a&gt; &lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Sciopero generale 14/11/08 a Roma</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Sciopero+generale+14%2F11%2F08+a+Roma</link><author>gcampat</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Sciopero+generale+14%2F11%2F08+a+Roma</guid><pubDate>Fri, 07 Nov 2008 07:17:17 CST</pubDate><description>In allegato la brochure dello sciopero generale indetto per il comparto universitario a Roma per il 14/11/08&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Statistiche docenti</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Statistiche+docenti</link><author>francobagnoli</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Statistiche+docenti</guid><pubDate>Thu, 06 Nov 2008 08:55:35 CST</pubDate><description>Consiglio la lettura dei documenti presenti sul sito di Paolo Rossi (universit&amp;agrave; di Pisa) &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://www.df.unipi.it/%7Erossi/documenti.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.df.unipi.it/~rossi/documenti.html&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;e magari anche quelli su &lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://pil.phys.uniroma1.it/%7Esylos/Tsunami/tsunami2.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://pil.phys.uniroma1.it/~sylos/Tsunami/tsunami2.html&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;Franco.&lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Materiale</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Materiale</link><author>gcampat</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Materiale</guid><pubDate>Sun, 02 Nov 2008 12:09:28 CST</pubDate><description>&lt;div&gt;  &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://attachments.wetpaintserv.us/m1h9B6N7MhatWr63Iu5v4A%3D%3D393439&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Professori senza cattedra - Articolo del Sole24Ore di Luned&amp;igrave; 22 settembre&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div&gt;  &lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Effetti+del+ddl+112+%28slides%29&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;Effetti del ddl112 (presentazione scaricabile in PPT o PDF) di F. Argenti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div&gt;  &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://attachments.wetpaintserv.us/0u3xAwxf3aHN7rtbuEyYEw%3D%3D201708&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;La legge 133/08 (presentazione in PDF) di I.Bernetti&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div&gt;  &lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Cos%27%C3%A8+l%27universit%C3%A0+%28slides%29&quot; target=&quot;_self&quot; title=&quot;cos'è l'università&quot;&gt;Cos&amp;#39;&amp;egrave; l&amp;#39;universit&amp;agrave; (presentazione scaricabile in PPT o PDF)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div&gt;  &lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Cos%27%C3%A8+un+ricercatore&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;Cos&amp;#39;&amp;egrave; un ricercatore&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div&gt;  &lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Firenze&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;P&lt;/a&gt;&lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Firenze&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;anorama della protesta a Firenze&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div&gt;  &lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/DL112+-+Slide+Facolt%C3%A0+Scienze+di+Padova&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;Elementi critici del DL112 (PPT elaborato da Facolt&amp;agrave; di Scienze di Padova)&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/calamandrei.pdf&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;Discorso di Piero Calamandrei in difesa della Scuola Pubblica (1950 - Profetico!!)&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;  &lt;a class=&quot;external&quot; href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.comhttp://attachments.wetpaintserv.us/FcRxXBinIbVhVj6BOhfASg%3D%3D833024&quot; rel=&quot;nofollow&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Possibili conseguenze della Legge 133/08 in Italia e confronto con altri paesi (Presentazione PPT elaborata dal Coordinamento dei Ricercatori di Salerno)&lt;/a&gt; &lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Il+trasferimento+tecnologico+ed+la+legge+133+-+Prof.+Ferrara&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;Impatto della legge 133 sul trsaferimento Tecnologico - Prof. Giovanni Ferrara (PDF)&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;a href=&quot;http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Gli+effetti+della+legge+133+-+Prof.+Benvenuti&quot; target=&quot;_self&quot;&gt;La legge 133 (PDF) - Prof. Marco Benvenuti&lt;/a&gt;&lt;br&gt;&lt;br&gt;&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item><item><title>Il trasferimento tecnologico ed la legge 133 - Prof. Ferrara</title><link>http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Il+trasferimento+tecnologico+ed+la+legge+133+-+Prof.+Ferrara</link><author>gcampat</author><guid isPermaLink="false">http://universita-ricerca.wetpaint.com/page/Il+trasferimento+tecnologico+ed+la+legge+133+-+Prof.+Ferrara</guid><pubDate>Sun, 02 Nov 2008 12:01:44 CST</pubDate><description>In attach il PDF di una presentazione del Prof. Giovanni Ferrara dell&amp;#39;Universit&amp;agrave; di Firenze sugli impatti della legge 133 sul trasferimento tecnologico. Il PPT (troppo grande per essere caricato su questo sito) &amp;egrave; disponibile su richiesta al docente&lt;hr size=&quot;1&quot;&gt;&lt;br/&gt;</description></item></channel></rss>